L’attenzione mediatica è rivolta tutta al SuperClasico spagnolo, ma a Catania, stasera, il Massimino ha le luci accese ed alla fine sono in 13mila a preferire la squadra del cuore al big-match della Liga.

Lo stadio si riempie lentamente. Gli Ultras della Sud entrano in Curva con un po’ di anticipo per sistemare il grande striscione preparato in settimana: “Una vita difficile, una morte ingiusta, meriti il cordoglio di tutti noi ultras. Ciao Moro”; tanti altri striscioni ricordano lo sfortunato ragazzo morto lo scorso sabato: “Anche da Carlentini vicini a Morosini”, “Buon viaggio Moro”, “Hai lottato fino alla fine”; nel minuto di silenzio la Nord espone “Ciao Piermario” e, stranamente per questo stadio (ogni volta insulsamente si applaude, invece di star zitti), si crea un silenzio glaciale.

Si parte, all’insegna della voglia di chiudere bene il campionato e di tornare al successo. I rossazzurri sono spronati anche dall’ennesimo messaggio delle “ex-vergini” in Curva Sud: “Per favore potete vincere? Altrimenti i nostri mariti ci stanno… giù!!!”.

I primi venti minuti sono all’insegna della noia: “Astura erunu 20 minuti di sonnu a casa… disgraziati!”, dice qualcuno, “A saperlo mi sarei portato il cuscino” ribatte un altro due file sotto. Eppure, dopo altri dieci minuti, arriva la sveglia… e che sveglia! Tiro dalla distanza di Gomez e palla che si insacca imparabilmente all’incrocio dei pali.

L’Atalanta prova a reagire ed il suo tecnico fa il diavolo a quattro in panchina: “Colantuono assettiti, ca ti cascunu i capiddi!” gli suggeriscono bonariamente dagli spalti. Il Catania adesso gioca benino e gli sbadigli si tramutano in applausi, soprattutto quando Lodi pennella una punizione sulla testa di Legrottaglie (a proposito, per lui uno striscione in Tribuna A “Legrottaglie in Nazionale!”), che coglie il palo. Si chiude la prima frazione di gioco con il vantaggio di 1-0 e con il coro “Chi non canta tifa l’Atalanta”.

L’intervallo, tra la ricerca dei risultati dagli altri campi e la curiosità di vedere se Suazo si scalda per entrare, passa rapidamente; si ricomincia. Dopo un po’ i bergamaschi hanno una nitida occasione per pareggiare, ma trovano la saracinesca abbassata dall’esordiente Terracciano… “Bravo Mattia!”, “Viri ca si chiama Pietro!”, “Ma Mattia ci stapi megghiu!”, “Ok, chiamiamolo accussì!” … il solito delirio da tifosi nel bel mezzo della gara.

La partita scorre via, non c’è la tensione delle scorse giornate, ma si vuole la vittoria e qualche gol mancato da Bergessio fa innervosire. A 5’ dal termine, allora, ci pensa Seymour (detto anche “Simoneee” dai soliti “deliranti”) a chiudere i conti. I tre tifosi bergamaschi escono mestamente dal settore ospiti, mentre il pubblico rossazzurro si alza in piedi per gli ultimissimi minuti. Suazo, alla fine, non entra: “…è incazzato nero, Montella ci puteva fari jucari ‘sti 2 minuti”. Finisce la gara e ci si saluta con l’augurio di un buon fine settimana. Uscendo dallo stadio gli argomenti di discussione sono due: “Pensa se avessimo vinto con il Lecce…” e “Sabato c’è il derby, rumpemuli!!!”. In molti partiranno per Palermo, noi ci diamo appuntamento alla prossima gara interna.