Tutto un altro calcio

Il calcio occidentale è in crisi profonda. Troppi soldi, troppi interessi e troppi intrighi. L’ultimo mondiale ne è una prova: solo Germania e Inghilterra hanno saputo tenere alta la bandiera europea di fronte a Corea, Giappone, Turchia, Senegal e compagnia bella. Un disastro. Girando un po’ il mappamondo però c’è una nazione, fresca d’indipendenza, che non vive di certo questi problemi. Anzi sta crescendo e l’ingresso nell’Uefa la scorsa stagione ne è una prova. Massimo diecimila spettatori per partite di serie A, formata da appena dodici squadre, giocatori al livello della serie C1 italiana, qualche straniero qua e là. Sto parlando del campionato del Kazakhstan, dove il calcio non è affatto il business che è qui in Europa. La massima serie presenta tra le squadre di lunga tradizione: il Genis di Astana, la capitale, il Kairat di Alma-Ata, la città più popolosa, e l’Atyrau, la seconda città del paese. Nel X campionato – quello del 2001 – i Genis hanno vinto davanti all’Atyrau. E io vorrei parlare proprio dell’Atyrau. Approfondisci