Donna Carmela incanta le Alpi

Carmen Consoli al No Borders Music Festival di Tarvisio (Ud)

di Giorgia Arena

Più di mille persone da qualsiasi angolo d’Italia (qualcuno persino dalla Germania!) hanno gremito sabato scorso il Teatro Tenda di Tarvisio, per ascoltare la nostra concittadina Carmen Consoli, ospite della decima edizione del No Borders Music Festival. La rassegna, che si propone di stimolare momenti di incontro e di scambio tra Culture e stili musicali diversi, viene organizzata dal Consorzio per i Servizi Turistici del Tarvisiano in collaborazione con l’amministrazione cittadina e con importanti sponsor locali.
Il foltissimo pubblico per tutta la durata del concerto balza in piedi partecipando con il canto, battiti di mani alzate, gesti. Non solo giovani ma anche madri insieme alle proprie figlie, mirabile esempio di quanto la musica possa aiutarci a dialogare, conoscersi ed accettarsi per quello che ciascuno è.
Proprio l’indomani mattina, la barista dell’ albergo in cui alloggio mi dice: «Ieri sera c’ero anch’io. Conosco Carmen perché spesso sento uscire la sua musica dalla cameretta di mia figlia. Siamo andate insieme ed è stata un’emozione grandissima che non si può spiegare a parole. Da mamma mi sono commossa sulle note di In Bianco e Nero.
Non potevano mancare gli iscritti al fan club ufficiale, capitanati con inesauribile energia e determinazione dalle ventenni Alice (palermitana trapiantata ad Udine) e Simona, (leccese ma studentessa a Roma). Costei ci racconta di non essere la sola ad aver riscoperto, grazie a Carmen ed alle sue canzoni, i veri valori, specialmente quelli della famiglia e dell’amicizia: «Lei è diventata parte di noi, così come noi siamo parte di lei. Ci ha insegnato l’importanza di ironizzare su qualsiasi cosa, di mettere in discussione qualsiasi luogo comune, ad avere il coraggio di indignarsi quando è necessario, a saper guardare la realtà oltre le apparenze. Siamo inoltre molto legati alla madre di Carmen. Per questo, in segno di riconoscenza, abbiamo costituito un fan club ufficiale a suo nome, che io stessa ho l’onore di presiedere».
Carla e Betty da Palermo con Giovanni da Roma, studenti ventiquattrenni, sono fieri (lo si legge nei loro occhi) di aver seguito la loro amica anche a New York e Chicago dove erano accorsi anche Jovanotti, Tiziano Ferro, Ben Siller, Max Gazzè, Georgia de La Camera migliore, perché «Carmen è sé stessa sempre, sul e fuori dal palco». Anche Gianni da Trieste, 30 anni, sottolinea la sincerità, l’umiltà, l’umanità, la spontaneità di una Vera Artista come la Cantantessa catanese, la quale aborre il termine fan perché sul piano etimologico e semantico si ricollega a fanatico.
Sono loro che coinvolgendo l’intero tendone in impaziente attesa intonano pezzi “storici” come Amore di Plastica, Venere, Confusa e Felice insieme al più recente Masinu.
Carmen finalmente arriva, abbracciata dalle sue stesse note, fiore bianco tra i capelli, jeans, top di seta color acqua marina, leggerissimo trucco, con in spalla la sua chitarra acustica. Scoppia l’applauso, la musica inizia con un trittico: l’intimistica ma coraggiosa Fino all’ultimo in cui si ribadisce l’esigenza di restare fedeli a se stessi seppur a caro prezzo e tra tanto dolore; la solitudine e l’aridità di Contessa Miseria, una donna non più giovane, «vittima degli inganni di questo secolo»; l’alma Per niente stanca in cui pur nell’inferno della malattia non viene meno l’autenticità e la voglia di vivere, nonostante la consapevolezza di una fine ormai prossima. Su queste note entra l’ensemble al completo: Massimo Roccaforte (chitarra e mandolino), Andrea Costa (violino), Leandro Misuriello (Basso acustico e contrabbasso), Puccio Panitteri (batteria e percussioni).
Tra loro e Carmen vi è un’intesa fortissima fatta di sguardi, di sottintesi, di sorrisi. Insieme si divertono molto a far musica come quando, in procinto di iniziare un brano, Carmen accenna come interludio due accordi di tarantella siciliana.
Non ama tanto parlare durante i concerti la Consoli, preferisce esprimersi con la sua musica, ma si commuove nello spiegare, prima dell’esecuzione, il testo di Stranizza d’Amuri, omaggio al conterraneo Franco Battiato, toccante momento elegiaco, attualissimo, del resto.
L’anima siciliana vive anche nello scorcio di Acitrezza della stupenda Pioggia d’Aprile, coi suoi coloriti jazzistici reinterpretati in chiave eminentemente rock, come il quid del concerto.
Memorabili le interpretazioni della orientale e vulcanica Geisha, dell’ironica Fiori d’Arancio, della sensuale Parole di Burro, e della melanconica Ultimo Bacio con il violino che annuncia l’amara fine di una favola, perché anche l’abbandono e lo scegliere sono connaturati alla Vita!
Spazio anche a frammenti di cover a cappella molto intensi come tutto il concerto: E se domani, e Desafinado con le sue armonie tipicamente brasiliane, paese molto amato dalla cantautrice.
Avreste dovuto vederla Carmen sul palco con grinta ed energia senza pari, maggiori rispetto ad altre occasioni. Suona, salta, canta e si muove allo stesso tempo, le si illuminano gli occhi, è felice lei e con lei tutti. Commovente il sottofinale quando nella seconda strofa di Amore di plastica le scivola via il plettro e ne approfitta per sistemare l’audio della chitarra: la musica non si ferma grazie al pubblico che spontaneamente inizia a sostenerla fino alla fine.
Ultimo brano la giovanile ed appassionata Quello che sento in versione acustica, con cui partecipò a Sanremo Giovani.
Un tripudio! Di applausi e di emozioni.
Al momento del commiato, emozionantissima anche lei, conclude con molta simpatia riferendosi al fresco di Tarvisio che per noi siciliani in estate è un sogno.
Dopo il concerto quando l’abbiamo salutata, alla nostra domanda su cosa avesse rappresentato per lei il No Borders (letteralmente, senza confini) Music Festival, stanca (questa volta sì) ma sorridente e serena ci ha risposto: «senza confini, appunto. La sensazione di sentirmi a casa, dovunque io vada anche a duemila chilometri da Catania. Stasera andrò a letto con un bellissimo ricordo di questa serata».
Ed anche noi. Ma come si fa, e non solo i siciliani, a non volerle bene?


Un gruppo di fan al concerto di Carmen Consoli


Carmen Consoli in azione!