Astronomia: le lune di Plutone

Oggi parliamo dei satelliti di Plutone. Fino al maggio scorso si pensava che l’unica luna fosse Caronte. Poi ne sono state scoperte altre due…

Plutone è il nono pianeta del Sistema Solare. Scoperto nel 1930, ha da sempre affascinato gli astronomi per la sua lontananza e per le sue caratteristiche uniche. Sono in molti, oggi, a ritenere che in realtà Plutone possa definirsi un “pianeta”, proprio a causa di queste caratteristiche che lo differenziano fin troppo dagli altri suoi compagni: ad esempio, la sua rotazione attorno al Sole non avviene sullo stesso piano degli altri pianeti e la sua orbita (il cerchio immaginario che forma nello spazio durante l’anno “plutonico”) è più schiacciata rispetto a quella di Nettuno (per un certo periodo, quindi, Plutone è più vicino al sole rispetto a Nettuno). Inoltre, le dimensioni molto simili a quelle di un grande satellite (2320 km di diametro equatoriale: quello della Luna è di 3474 km) e la presenza di un’atmosfera ne complicano ulteriormente la classificazione.

Il primo satellite naturale di Plutone ad essere stato scoperto è Caronte, nel 1978. Caronte è una luna molto grande rispetto al pianeta e ciò aumenta la sua unicità all’interno del Sistema Solare. Inoltre, guardando il satellite dalla superficie Plutone, lo si troverà sempre nello stesso punto del cielo, a causa della rotazione in sincronia che hanno questi due singolari corpi celesti.

Il mese prossimo, il Telescopio Spaziale Hubble (l’occhio sull’universo che da anni, con le sue fotografie, aiuta gli astronomi a terra a scoprire nuovi angoli dell’universo) dedicherà buona parte del suo lavoro ad approfondire la conoscenza degli ultimi due arrivati nella famiglia di Plutone. Si tratta di due piccole lune, per ora chiamate Persefone e Core, scoperte nel maggio del 2005. Sono entrambe molto più distanti da Plutone rispetto a Caronte e ruotano attorno al pianeta in senso antiorario (quindi sorgono ad ovest e tramontano ad est).