Cala il sipario su Extramoenia 2006

DiGiBy

Mar 6, 2006

Il mito, protagonista della conclusione dei lavori, e l’assegnazione del Premio Teocle
di Giorgia Arena

4 marzo 2006- L’ottava edizione della rassegna giardinese si conclude con un intenso pomeriggio dedicato ad una corposa riflessione sul mito, nobile menzogna (come scriveva Platone) cui, all’interno di qualsiasi processo gnoseologico-ermeneutico, non è possibile rinunciare per il suo carattere archetipico.

Si comincia con l’intervento del Prof. Giuseppe Ramires che si sofferma sulla musicalità dei versi virgiliani. Un poeta molto attento alla successione dei piedi esametrici per creare un ritmo in relazione ai contenuti: versi alquanto concitati e fragorosi (anche grazie ad un accorto ed attento uso della retorica con i suoi diversi livelli di suono, senso, pensiero) nelle scene di battaglia o nel galoppo dei cavalli; versi maestosi e solenni nelle meste cerimonie funebri. Nella seconda parte del suo intervento il musicologo passa in rassegna la fortuna musicale dell’opera virgiliana dal Rinascimento (periodo del quale rimangono soltanto testimonianze indirette) al Metastasio, a Henry Purcel, Hector Berlioz fino al contemporaneo gruppo dei Litfiba, autore di una colonna sonora ispirata all’Eneide. Il tutto accompagnato dall’ascolto delle registrazioni attualmente disponibili.


Giuseppe Ramires con Fulvia Toscano

Si prosegue con il momento emotivamente più alto di quest’edizione: l’incontro con il poeta Giuseppe Conte, celebre sull’intero orbe. Attraverso la sua personale rilettura della poesia di Saffo definita ad un tempo «personalità fortemente tellurica ma protesa verso il cielo» ripercorre il ruolo svolto dal mito e dal mondo antico all’interno della propria storia umana ed artistica. Unica via per imparare ad amare la vita con i suoi dolori e le sue gioie d’amore. Non un rifugio nel tempo che fu, ma strumento con il quale adoperarci per «reinventare davvero un futuro più umano e condivisibile, per ricominciare a operare e sperare sin da oggi».


Il poeta Giuseppe Conte

Subito dopo, il microfono al prof. Lorenzo Braccesi che ha riflettuto sull’evoluzione del paradigma dell’aretè (virtù) da Leopardi a Ezra Pound. Se nel Recanatese il sacrificio per la patria dei caduti alle Termopili è il quid fondante per la dimensione eroica (a seguito dell’elogio della virtù sfortunata), nel Novecento, sullo sfondo delle due guerre mondiali, ne deriva inevitabilmente una pericolosa degenerazione: la vittoria dei Greci a Micale nel 479 a. c. sui barbari assurge a giustificazione storica per altre violenze. È giusto che il greco (l’europeo) si scagli contro il barbaro (lo straniero, a qualsiasi etnia appartenga) e ne devasti i territori. Così anche in Pound, dove la distruzione del Tempio Malatestiano di Ravenna da parte degli ex Alleati non è funzionale alla vittoria dei vinti ma uno sfregio sacrilego che bisogna necessariamente vendicare.


Lorenzo Braccesi

La conclusione dei lavori con la scena tutta per la settima arte con le pellicole americane dedicate all’antica Roma. Il pretesto, la presentazione del libro delle sorelle Luisa e Laura Cotta Ramosino dall’ironico titolo “Tutto quello che sappiamo su Roma l’abbiamo imparato a Hollywood” (Bruno Mondadori). L’interesse dell’America per l’antica Roma in un kolossal quale “Il Gladiatore” (2000) significa «riconoscervi le radici e le strutture politiche del proprio impero. Gli errori storici derivano dal fatto che la trasposizione cinematografica è un prodotto creativo che mira a creare empatia con gli spettatori. Ma non per questo un film non può avere una valenza didattica. Se guardato con spirito critico può generare un surplus di conoscenza che integra le fonti tradizionali».


Laura e Luisa Cotta Ramosino con Fulvia Toscano ed il moderatore Salvatore Presti, regista.

Anche gli studenti, protagonisti del Classico in Corto. Vincitori del concorso la III D del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Sarno con “Odi et Amo”.
La serata prosegue con l’assegnazione del Premio Teocle all’Archeologa Paola Pelagatti (assente per motivi familiari); al Dott. Ugo Picarelli, ideatore e direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum; al Prof. Antonino Pala, docente di latino e greco al liceo classico di Giardini Naxos; al Prof. Costantino Nikas, insigne accademico. Menzioni speciali per il sindaco di Campobello di Licata, On. Calogero Gueli, promotore di murales di Silvio Benedetto ispirati all’Iliade; per Livio Zerbini e all’Università di Ferrara per l’opera di divulgazione dell’Antichità.
Dulcis in fundo il ricco buffet dedicato ai sapori del mondo antico curato dagli allievi degli Istituti Alberghieri di Messina e di Giarre-Riposto.

Foto di G. A.