Extramoenia, i riflettori sulla didattica dell’antico

DiGiBy

Mar 5, 2006

Extramoenia, i riflettori sulla didattica dell’antico.
“Comunicare per formare”.
di GIORGIA ARENA
Questo il titolo della tavola rotonda di stamane, con l’obiettivo di riflettere sulle strategie veicolanti la trasmissione della cultura classica nelle scuole secondarie come nelle università. Problematica tanto più urgente oggi in seguito alle ultime direttive messe in atto dalla famigerata Riforma Moratti (qualora foste interessati vi invitiamo a leggere sul prossimo numero di Corridoio la nostra risposta alla lettera di uno studente universitario).
Infatti, come osservava il prof. Salvatore Nicosia dell’ateneo palermitano, il danno causato dal nuovo sistema è diversificato: non solo scinde ciascun insegnamento a metà tra il biennio e il triennio con conseguente difficoltà di un approccio completo, aperto anche allo scambio di idee e di stimoli tra gli attori del processo comunicativo. Con la conseguenza di molte iscrizioni solo nominali ai corsi di laurea specialistica (perché bisogna recuperare i debiti formativi ereditati dal ciclo di studi precedenti!). Ma soprattutto, l’innovazione della laurea magistrale (3+2), unica via di accesso alla professione docente, costringe gli studenti a dover decidere a priori il proprio futuro, con la settorializzazione delle competenze molto prima di un confronto con le richieste del mercato del lavoro. La laurea in lettere risulta così deturpata di quella duttilità che l’ha sempre contraddistinta.
Le tematiche metodologiche sono state trattate dal Prof. Giusto Picone, ordinario di letteratura latina nel capoluogo siciliano. Autore di un recente manuale (Lezioni Romane) destinato alle scuole, il docente sottolineava la centralità del testo all’interno della “didassi” per le infinite potenzialità inscritte in ciascun messaggio. Esso, sotto forma di testimonianza, informa sull’ autore potenziando le capacità critiche dei discenti; in quanto opera letteraria formalizzata ci fornisce preziose informazioni (linguistiche, retoriche, contenutistiche, metriche) che insieme ci fanno cogliere appieno la lettera come lo spirito fondante.
Spazio anche all’informatica nella ricerca antichistica con l’intervento del Prof. Vincenzo Ortoleva (Università di Catania), il quale ha passato minuziosamente in rassegna strumenti dai quali oggi non è più possibile prescindere.
Gli interventi delle Proff. Irma Bitto e Maria Caltabiano di Messina dedicati rispettivamente all’epigrafia e alla numismatica costituiscono un’ideale prosecuzione della relazione presentata lo scorso anno dal Prof. Fabrizio Polacco sul potere iconico delle immagini dedicate al mondo classico (cfr. articolo di S.M.P. in corridoio.net Webmagazine vecchia versione). Anche i reperti epigrafici e monetari, se analizzati con l’attenzione, e la cura di dettagli da contestualizzare nel periodo storico di riferimento, manifestano un fortissimo potenziale comunicativo.
L’università Kore di Enna nella persona del Prof. Enrico Gianni Trapani ha illustrato la propria offerta formativa: lezioni frontali supportate da esperienze sul campo grazie all’integrazione con il territorio tramite concertazione con le istituzioni locali.
La conclusione affidata al moderatore dell’incontro, il Prof. Livio Zerbini (Università di Ferrara). Con i migliori auspici per il futuro di una corretta e completa divulgazione dei valori del mondo antico, anche attraverso un costante dialogo tra i numerosi e valenti insegnanti. E tra loro e con i Reggitori delle nostre sorti.


Da sinistra:E. Trapani, G. Picone, M. Caltabiano, L. Zerbini, V. Ortoleva, S. Nicosia, I. Bitto
Foto di G. A.