La Camera Migliore a colloquio con gli studenti

DiGiBy

Mar 23, 2006

La Camera Migliore a colloquio con gli studenti
La band toscana presenta “Cari Miei” alla facoltà di Lettere e Filosofia

di GIORGIA ARENA
Nell’ambito del LAboratorio MUltimediale di Sperimentazione Audiovisiva la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania ha ospitato “La Camera Migliore”, gruppo toscano scoperto e prodotto dalla Due parole di Carmen Consoli.
Ha condotto l’incontro con tantissima simpatia, competenza ed umanità la prof. ssa Rosaria Sardo, (responsabile de LA.musa) che ha analizzato il ritmo proprio delle filastrocca, reso possibile dall’andamento piano, anaforico e allitterante. Un’esemplificazione nella canzone “Oggi è domenica”, primo pezzo in scaletta: «è da ieri che nevica/è da ieri che l’acqua se n’è andata/ se n’è andata a gran velocità /oggi è domenica / stamattina la luce è ritornata/è tornata». Protagonista un dottore di un paesino sperduto, dal carattere bontempone pur tra le mille avversità quotidiane.
Uno di quei brani che quando lo ascolti la prima volta ti prende così tanto da non dimenticarlo più!
Voce duttile e piena quella di Georgia Costanzo (autrice dei testi) accompagnata dalle chitarre acustiche di Marco Balducci (autore delle musiche) e di Francesco Fanciullacci.
In un Auditorium gremito è stata un’occasione per incontrarsi. Con l’ausilio dei prof. (Maria Rosa De Luca, Antonio di Grado, Ezio Donato) una sorta di apripista per le domande degli studenti, ne esce fuori un momento molto intenso e spontaneo di musica e di parole. Georgia racconta con molta naturalezza il suo passato da dislessica (disturbi nello scrivere e nel leggere), ormai superato attraverso la danza e la musica. E ricorda con commozione il pomeriggio in cui per la prima volta riuscì a leggere tutto d’un fiato (comprendendone il contenuto) “Le città invisibili” di Italo Calvino, libro passatogli dall’amico Marco (Balducci). Da quel momento in poi comincia ad accostarsi allo scrittore ligure appassionandosene. Cita inoltre un passaggio dalle “Lezioni Americane” sulla leggerezza: «un valore e non un difetto», affermazione che dichiara di condividere pienamente in quanto è molto difficile (anche nella scrittura di una canzone) limare verso una ricca semplicità.
Seguono altri brani (Bordeaux, Un Re, Testa d’aglio) e altre domande: chi domanda come nasce una loro canzone, qualcun altro se esista o meno un ascoltatore ideale. La risposta è inequivocabilmente la fortissima istanza comunicativa come necessità e desiderio di arrivare con sincerità agli altri. «Se non si è sinceri -spiega Georgia con un toscanismo- “ci beccano” subito e la comunicazione non funziona più. Nasce prima il testo e poi la musica. Molte volte dietro ad una canzone ci possono essere più storie. Sia io sia Marco buttiamo giù le nostre idee, le discutiamo insieme. Io scrivo anche dei racconti sui soggetti da lui proposti e poi alla fine tutto confluisce nei 3- 4 minuti del singolo brano. Dietro ad ogni album c’è un grandissimo lavoro di pre-produzione».
Alla fine della piacevolissima chiacchierata, dopo l’esecuzione de “I cuochi” (ultima track di “Cari Miei”) non sono mancati i complimenti degli studenti, come di colui che ha detto: «Io vi devo ringraziare, non solo per la vostra musica, colonna sonora di questi anni della mia vita, ma soprattutto per i vostri testi. Grazie a Voi, mi è venuta voglia di scrivere. Proprio io che in passato non vi ero avvezzo». Insomma, se non l’avete ancora fatto, correte ad ascoltare “Cari Miei”.