Promozione: Energy-Cus 28-79

DiRoberto Quartarone

Nov 26, 2007

Cappotto dell’Energy Club nel girone catanese della Promozione. Il Cus Catania ha vinto di cinquantuno punti al PalaZurria, dominando in lungo e in largo.

Energy-Cus Catania 28-79
Catania (PalaZurria), 23.11.07, 18:00

Energy Club Catania: Brogna (k), Meli 6, Benina, Lo Certo II 7, Papotto 2, Lombardo 2, Di Grazia 11, Tomaselli, Quartarone, Guglielmino I. All.: Alonzo.
Cus Catania Basket: Patané 4, Bonanno 7, Fazzina ne (k), Guarnaccia 8, Mammano 6, Dugo 24, Conigliano 6, Ansaldi 2, Storaci 8, Salemi 2.
Arbitri: Di Franco (Gravina)-Piana (Catania).
Parziali: 2-22, 15-12; 3-22, 8-23.
Spettatori: 40 circa.

digrazia.jpg Che sarebbe stata una giornata difficile lo si era capito già ben prima dell’inizio della gara. Daniele Lo Certo è out per problemi di lavoro. Salvo Ruggieri non viene inserito in lista per un errore nel numero dei giocatori. Ciccio Casicci sbaglia di un’ora l’appuntamento. In allenamento, poi, ci si rende conto che il Cus è alto. Molto più alto.

«Embé?» si potrebbe obiettare, «L’Energy ha a referto ben quattro “lunghi”, cosa solo sognata da Alonzo nello scorso campionato. Che problema c’è?» Mettiamo un Damiano Di Grazia in giornata… di grazia che segna 11 punti ma ancora vede poco il tabellone. Affianchiamogli un Domenico Guglielmino che non si allenava da un paio di settimane, un Giovanni Tomaselli impiegato come ala (!) e un Valerio Papotto che era alla sua prima partita di basket. È buona l’insalata dei pivot? «Così così…»

E gli altri? Brogna lascia in campo a causa di una distorsione, per l’ennesima volta, alla maledetta caviglia: poco in campo e poco nel gioco. Ripiegano a play un po’ Domenico Lo Certo e un po’ Enzo Meli: ma non convincono, troppo bloccati, soprattutto il secondo. Sulle ali, Gianluca Benina si vede veramente poco, Roberto Quartarone è inconsistente e Fabio Lombardo di fa valere solo in difesa.

La partita finisce quando Ale Brogna si infortuna. Dovrebbe uscire solo lui, ma in realtà escono tutti. Perché Ale rientra al secondo quarto, quando ormai Dugo & co. conducono di più di venti punti. Non che con lui in campo fosse andata tanto meglio… Intanto, segnando canestri su canestri, il Cus perfora la difesa senza troppa resistenza. Lì, i giocatori dell’Energy si perdono nei meandri del PalaZurria: a recuperarli cerca di andare Domenico Lo Certo, ma rarissimamente gli riesce.

I problemi più gravi sono i rimbalzi e i tiri. Quando l’Energy è in attacco, la parola “rimbalzo” è sconosciuta come la lingua quechua. In difesa, si riesce a recuperare dopo due o tre o quattro tiri avversari, mai usando il tagliafuori. Eppure il gioco del Cus è così chiaro: contropiede al massimo, due ali che convergono e un play che fa un elementare taglio backdoor. Ma vallo a capire…

Serve per un illusorio minirecupero il cambio di strategia di Alonzo, che passa da una zona semplice ad una zona con pressing a tutto campo: si vince il secondo parziale di tre punti, segnando più degli altri tre periodi messi insieme. Mitico… Alla fine, è accademia.

Roberto Quartarone