Angelo Destasio a Radio Vulcano

DiComunicati

Nov 5, 2008

È iniziata la trasmissione radiofonica Note di Sport su Radio Vulcano. Ecco l’estratto riguardante l’intervista ad Angelo Destasio, primo ospite in studio.

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Angelo Destasio: La cosa più importante che adesso ho intrapreso è questa fondazione, la costituzione di questa associazione umanitaria, direi prima di tutto, che attraverso lo sport e non solo, anche attraverso l’arte e la musica, vuole recuperare dei ragazzi e ragazze di strada in Camerun, in Africa, dove non c’è una situazione sociale molto buona. Fino ad adesso sono stato incoraggiato. L’associazione è giovanissima, lo scorso anno è stata fondata con uno statuto legale con le leggi camerunensi. Quest’anno il 22 settembre è stata regolarizzata con le leggi italiane.

Emanuele Urzì:
Benissimo. Quindi questa è la tua priorità nell’ambito delle tua attività. Quanti anni ha l’associazione e com’è nata quest’idea?

Angelo Destasio: L’idea è nata perché provengo da un quartiere difficile, da via Plebiscito, dalla zona dei Cappuccini. Mi ricordo che negli anni settanta c’era una guerra di mafia, in quel periodo là vivevo nel quartiere e mi rendevo conto effettivamente di una situazione difficile, disagiata, per me e non solo. Devo dire che lo sport mi ha salvato la vita, virgolettato ovviamente, perché mi ha dato la possibilità di vivere una vita consona agli anni della mia giovinezza, pertanto il gioco, lo svago, il divertimento, ma allo stesso tempo anche l’impegno e chiaramente tutti sanno che fare sport fa bene alla saluta e allontana le cattive strade.

Emanuele Urzì: Quali sono le discipline sportive che rientrano in questa associazione?

Angelo Destasio: Il basket! Anche se il basket in Africa è visto come uno sport d’elite, ma io lo vorrei mettere dentro il programma. Soprattutto il calcio, perché si può giocare per strada con un pezzo di cartone, un pezzo di birillo, in qualsiasi parte, se ci sono due pietre si fa una porta e via: ecco il campo di calcio. Anche in Africa tirano di pugilato ed è uno sport a cui mi piacerebbe avvicinarmi. Qualche progetto comincia ad esserci.

Roberto Quartarone: Volevo chiedere ad Angelo di spiegarci chi è Willy Sojourner. Ovviamente è un nome un po’ particolare. Vorremmo sapere di chi si tratta.

Angelo Destasio: Ti ringrazio Roberto, è un punto dove prima o poi ci saremmo arrivati in questo grazioso incontro. Sojourner era un mio compagno di squadra – dico era perché è recentemente scomparso in un incidente stradale. Ho avuto il privilegio e piacere di giocare con Willy Sojourner a Rieti, negli anni ottanta, negli anni di militanza nella Ferrarelle. Era un pivot, quindi il centro del gioco, nella pallacanestro è un ruolo principale. Quasi un due metri e otto per centoventi chilogrammi. Insomma, una montagna, una quercia, era il nostro punto di forza ma allo stesso tempo aveva una carica umana notevole. Descrivere solamente che quando si andava in trasferta tutti quanti venivamo fischiati e lui stranamente veniva applaudito. Questo dà il senso della persona. Ho dedicato a lui l’associazione perché lui era africano, era un afroamericano che comunque era partito dall’Africa. Nella notte dei tempi la sua famiglia fu fatta schiava, fu portata nel continente americano. Allora, un po’ di leggenda e di favola, mi è piaciuto farlo tornare in Africa. Certamente i giovani africani camerunensi non lo conoscono e non potrebbero mai conoscerlo, ma spero che lo possano conoscere attraverso le iniziative dell’associazione stessa.

Emanuele Urzì: Ed è la speranza da tutti condivisa.

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Emanuele Urzì: Prima vittoria esterna per la Virauto Ford Catania che vince in quel di Foggia con il punteggio di 79-69, con ottime prestazioni di Degregori e Trevisan. Ricordiamo che la prossima si giocherà contro Cantone.

Roberto Quartarone: Si tratta di Riccardo Cantone, allenatore del Massafra. Cantone è stato uno dei più grandi allenatori che abbiamo avuto qua a Catania, veramente un personaggio che ha dato tantissimo soprattutto a livello giovanile e anche Angelo potrà dirci qualcosa perché hanno giocato insieme a livello giovanile. Sarà una partita molto importante anche perché Massafra è una delle candidate alla promozione. La Pallacanestro Catania sponsorizzata Virauto ha fatto veramente un’ottima prestazione a Foggia ed è riuscita a dare un gioco di squadra molto buono. Degregori, una guardia molto veloce, argentino, è veramente bravo. E anche Trevisan, il capitano, che si sta confermando sempre più leader di questa squadra ed è qualcosa di molto positivo. Anche Angelo potrebbe confermarci…

Emanuele Urzì: Facciamo intervenire Angelo su questa figura di Riccardo Cantone, allenatore della prossima avversaria di Catania, e un po’ sullo stato di salute generale del basket catanese se lo stai seguendo e come lo stai seguendo.

Angelo Destasio: Per ciò che riguarda Riccardo Cantone forse non dovrei essere io la persona a parlarne. È stato lui che mi ha reclutato per la pallacanestro ahimè nel lontano 1973. Riccardo ha giocato a basket, ma immediatamente si è dedicato all’insegnamento e possiamo dire che Cantone non è un allenatore ma è un istruttore. Dove sta la differenza? L’istruttore, oltre al gesto sportivo, ti insegna anche dei valori, aiutare un compagno quand’è in difficoltà, stringere la mano agli avversari quando finisce la partita. Sono dei gesti che ormai stanno via via scomparendo e io direi di rimetterli, come sarebbe il caso di fare nel calcio. Pertanto Cantone è un istruttore e allenatore, poi del resto ha avuto la sua carriera, e lo dimostra, è stato a Trapani, ha girovagato un po’ per il centro sud. Conosce bene la pallacanestro degli ultimi venti-venticinque anni. E allora la sua squadra ci credo che tenta la scalata alla promozione. Per quanto concerne la Pallacanestro Catania ho avuto modo di vederla domenica scorsa, quando giocarono in casa contro Catanzaro. Il loro punto forte sono gli avanti, cioè le guardie, la mente, il cervello della squadra. L’argentino Degregori e l’altro Travisan sono di ottima levatura, e anche i centri sono messi bene. Mi sono sembrati molto affiatati. Bisogna dare atto che la guida tecnica è Pippo Borzì, un altro elemento che conosce la pallacanestro da molti anni, più di trenta penso. Sono accompagnati da un entusiasmo non comune, perchè una giovane società con un giovane gruppo dirigenziale, pertanto potrebbero fare bene. Però c’è il problema che il campionato di B Dilettanti, soprattutto il girone sud, è molto ostico. Ho visto un torneo a Scauri, nel basso Lazio, ed erano contenti che avevano evitato il girone sud, dove i campi, soprattutto della Puglia, sono molto difficili e oggi in particolare. Quando giocai a Foggia circa trent’anni fa, era un campo veramente difficile. Pertanto la vittoria fatta ieri dalla Pallacanestro Catania è molto importante e potrebbe lanciarli. È anche vero, e lì sta la bravura del tecnico, che una società deve stare con i piedi per terra, perché in questo campionato ci sono delle squadre e dei giocatori capaci di vincere le partite più difficili e molte volte basta gasarsi per ritrovarsi all’inferno il giorno dopo. Il motto è stare con i piedi per terra.

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Emanuele Urzì: Angelo, hai qualcosa da aggiungere sulle squadre di cui abbiamo parlato? Altre realtà in cui sei in qualche modo vicino?

Angelo Destasio: In realtà io sono vicino a tutti gli sport, in particolar modo al basket. Mi piace anche il rugby e ieri ho visto l’Amatori Catania, è stata declassata dovuto anche alla crisi economica che lambisce tutti i campi. Mi piace tutto lo sport e la mia associazione, la nostra associazione con altre persone che vivono con me quest’esperienza per quanto concerne lo sport. Perché comunque lo sport per i ragazzi e le ragazze può essere la salvezza in questo mondo dedito al consumismo, all’egoismo. Pertanto fare sport, qualsiasi sport, va bene. Noi ci occupiamo di fare sport in Africa, dove un giovane non ha nessuna possibilità di scelta, se non quella di fare il delinquente o procurarsi da vivere in maniera illegale. A tutti vorrei suggerire il nome del nostro sito www.willysojourner.org. Sempre se gradite, iscrivetevi alla nostra lista se avete delle domande, molte volte risponderò io di persona. Devo fare comunque i complimenti a Radio Vulcano, perché parla della base dello sport, normalmente vado controcorrente e trovo immorale spendere milioni e milioni di euro per delle partite o comunque per delle persone che magari vivono un anno una situazione in una città e poi se ne vanno senza lasciare nulla. Mentre trovo giusto, positivamente ed eticamente, lavorare alla base, sui giovani, creando strutture, creando opinioni per esempio. È molto bello e valido che questa trasmissione possa parlare dei cosiddetti sport minori. Parlare della Promozione, della Serie D, della Serie C femminile, magari la domenica giocano, sono protagonisti i ragazzi e le ragazze, e il giorno dopo vanno a studiare, a fare le commesse, a lavorare nei supermercati. Pertanto il giovane è protagonista facendo lo sport. Ringrazio ancora quest’emittente per aver dato spazio a me e all’associazione. Grazie a tutti e arrivederci!

Emanuele Urzì: Grazie a te Angelo, per la competenza che hai mostrato in materia cestistica, per la passione sportiva e per questa testimonianza, contributo che stai fornendo e continuerai a fornire.