B Ecc.: Carpedil-Rainbow 84-44

La prima contro l’ultima, divario ben chiaro… Carpedil ordinata e precisa… Rainbow, tenta la rimonta e viene punita in contropiede… Quando arriva la fine della partita?

Carpedil-Rainbow 84-44
PalaZauli di Battipaglia, 21 novembre, 19:30

Carpedil Battipaglia: Paparo 8, Di Deo, Bona 14, Potolicchio 15, Campisi 18, Coralluzzo 1, Fareoli 4, Manfrè 4, Ardito 14, Isacchi 5. All.: Pasini.
Rainbow Catania:
Ferlito 8, Aleo 11, Giorgia Messina, Santabarbara 6, Gambino 5, Buscema 2, D’Angelo 5, La Manna 2, Pappalardo 5. All.: Laneri.
Arbitri:
Santoro di Casagiove – Conte di Potenza
Parziali: 29/8 – 46/19 – 66/34 – 84/44

Fischio d’inizio e scendono in campo la prima in classifica contro l’ultima. Divario che si vedrà ben chiaro durante tutto l’incontro, nonostante i faticosi tentativi della Rainbow che ha provato con tutte le forze disponibili ad uscire la testa dalla sabbia. Ha dovuto contrastare per 40 minuti una Carpedil ordinata e precisa, e concentrata a non perdere di vista la sua diretta concorrente alla promozione Minibasket.

Coach Laneri schiera Gambino, Aleo, Santabarbara, Ferlito e La Manna, contro Paparo, Bona, Potolicchio, Campisi e Ardito. Palla a due che resta tra le mani delle catanesi per la prima azione che vede subito i primi errori al tiro da sotto e ai liberi per le rossoazzurre, che dopo solo sei minuti si sono trovate sul 5/12 per le avversarie. La Rainbow subisce le incursioni di Bona e Campisi, difficili da contrastare nell’uno contro uno; sotto le plance non si prendono rimbalzi, e Ardito viene lasciata spesso libera di muoversi, facilitata dalla sua fisicità e da qualche taglia fuori necessario non giocato dalle catanesi

La Rainbow prova a reagire, ma proprio quando sembra stia riprendendo forma, manda la Carpedil più volte in contropiede con l’insidiosa Campisi. Battipaglia è già in piccola fuga. Poi ancora nervosismo sulla panchina siciliana, giustificato per un canestro importante realizzato dalla linea da tre sulla sirena, ma annullato in maniera assolutamente dubbia dalla coppia arbitrale. Il punteggio alla prima sirena del primo quarto parla già chiaro: 8/29 per la Carpedil.

Si ricomincia e ancora troppi errori al tiro per la Rainbow che pare non riesca proprio a mettere la palla nella retina. Si soffre nella matà campo catanese, si fa fatica a difendere in maniera determinata, e in fase offensiva non ci sono azioni e giochi che vanno a buon fine. Confusione e palle perse, la panchina prova varie soluzioni e diversi cambi, ma alla Rainbow manca sempre qualcosa che faccia la differenza, un punto di riferimento importante. Qualche fallo fischiato a favore porta ai tiri dalla lunetta le etnee, ma si sbaglia ancora. La tensione diventa sempre più palpabile e si inizia a forzare nella speranza di potere trovare la reazione in campo giusta e necesseria, ma a regnare è solo il nervosismo nella metà campo della Rainbow, e a 1′,36″ dalla seconda sirena arriva un tecnico per coach Laneri che manda ancora Campisi alla lunetta: realizza senza problemi entusiasmando ancora di più la propria squadra e il proprio pubblico. Si va al riposo lungo sul 46/19 e tanta amarezza leggibile sulle facce di tutto lo staff catanese.

Inizia il terzo quarto e la Rainbow entra sicuramente in campo con un atteggiamento più positivo e più aggressiva. Ha subito una reazione evidente con Ferlito che entra ben determinata e realizza 5 punti in pochi secondi. La Rainbow sembra più tonica e compatta, meno disunita rispetto ai primi due tempini, ma non basta. Carpedil risponde con un’altra bomba di Campisi, indomabile; le etnee accelerano il gioco, ma si fa tutto con troppa premura e poca precisione. Gambino realizza un buon canestro da sotto con rabbia, subisce fallo e va ai liberi, e la sua squadra fa un altro passetto in avanti, coadiuvata da un bel canestro da tre entusiasmante di Aleo, ma tutti gli altri tiri si fermano tutti sul ferro e cadono giù.

Ultimo quarto, ormai non c’è più storia. Potolicchio mette dentro l’ennesima bomba, Messina, ultima lunga rimasta in campo fino a quel momento, esce per cinque falli. E chi rimane sul parquet delle siciliane, panchina compresa, non vede l’ora che arrivi la sirena finale. La Carpedil aggancia al primo posto meritatamente il Minibasket; la Rainbow, per la prima volta nella sua storia, assaggia l’amarezza dell’ultimo posto a 2 punti, ma torna subito ad allenarsi, pronta ad affrontare il derby a dir poco fondamentale di sabato prossimo contro il Messina, davanti al proprio pubblico e dove l’unico obiettivo possibile è la vittoria da conquistare col sangue agli occhi e tanto cuore.

Addetto stampa
Maria Luisa Lanzerotti