Il Canestro Etneo, ieri e oggi

DiComunicati

Feb 26, 2010

Il giornalino del 1977… Da casa Spina al palazzetto di piazza Spedini passando per il Comune… Sensi, Famoso, Marletta, Vitale e Maugeri i collaboratori… La nuova rubrica…

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PRIMA PAGINA. Ecco la prima pagina del primo numero del Canestro Etneo [arch. E. Privitera].

«Il contenuto di questo giornale, così come il titolo lascia facilmente prevedere, sarà il basket di casa nostra, di cui i quotidiani della nostra città si occupano fin troppo poco; ecco quindi l’occasione di parlare più a fondo e più particolareggiatamente delle squadre cestistiche etnee, non solo a livello di prima squadra, ma anche di campionati minori e giovanili, con lo scopo precipuo di creare un interesse quanto più vivo attorno all’ambiente cestistico».

Furono queste le prime parole che catturarono l’attenzione di chi, il pomeriggio del 23 ottobre 1977, pagò le 500£ necessarie per assistere alla doppia sfida Jägermeister-Trapani e Sport Club-Messina al Palazzetto di Piazza Spedini. Erano l’incipit del primo editoriale firmato da Nunzio Spina su “Il Canestro Etneo”, una sorpresa appositamente confezionata per gli appassionati di basket. Otto pagine rilegate con la pinzatrice e redatte con una Olivetti (storica macchina da scrivere), che riportavano anche il resoconto e le pagelle della prima giornata di Serie C, uno sguardo alle due squadre femminili cittadine e “Basta che non si sappia in giro”, una rubrica dedicata agli aneddoti più divertenti sui giocatori di Gad Etna e Sport Club.

Era un periodo di cambiamenti. Lo Sport Club di Elio Alberti da tre anni difendeva i colori di Catania in Serie C (una Serie B Dilettanti ante litteram) con una rosa di elementi locali, mentre il Gad Etna allenato da Enzo Molino (e sponsorizzato dagli amari Jägermeister) era appena tornato in quarta serie dopo una lunga gavetta in D. Anche per le ragazze era un periodo di cambiamenti, con la Polisportiva di Alfredo Greco che doveva difendere la Serie B con una squadra piena di minorenni e la CSTL di Carmelo Viola che puntava a conquistare il campionato nazionale partendo dalla C.

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LOGO. Il logo realizzato da Mario Rapisarda per il Canestro Etneo.

Proprio in seno allo Sport Club nacque l’idea di dedicare una rivista alla pallacanestro catanese, un tema trattato marginalmente da “La Sicilia”, in cui trovava spazio il lunedì per le partite del weekend e ogni tanto in settimana, e a cui stava iniziando ad interessarsi anche il periodico “Basket Sud”. La spinta veniva da un giornalista in erba, il ventenne Nunzio Spina, studente di Medicina e playmaker degli amaranto. Come in campo guidava i compagni, a casa guidava le riunioni della redazione, a cui erano presenti gli stessi personaggi che giocavano il giorno prima: il capitano Claudio Sensi e l’estrosa stella Pippo Famoso inizialmente, poi anche Franco Marletta, Giacomo Vitale ed Enrico Maugeri, passato da poco allo Jägermeister a fare il viceallenatore.

Casa Spina, quindi, era la sede della redazione; una fotocopiatrice del Comune di Catania la tipografia; sulla vespa del “direttore” si gestiva la distribuzione che partiva da piazza Santa Maria di Gesù e si concludeva al Palazzetto. Gli spettatori potevano così venire a conoscenza del comportamento «vichingheo» dei compagni di briscola in 5 di Alberti, di un giovane «tra i più promettenti della nidiata gaddina che deve irrobustire quel suo fisico un po’ gracile» (Destasio, poi finito in A1) e di pronostici divini («D’Andrea (Maometto): “Allah mi ha ispirato il nome Jaegermeister”», in vista del derby con lo Sport Club).

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NUOVA VERSIONE. Ecco la versione moderna del logo che caratterizzerà la rubrica di Basket Catanese.

Ad oltre trent’anni di distanza, ripeschiamo il nome “Canestro Etneo” per una rubrica già attiva da tempo su Basket Catanese, che tenta di ripercorrere la storia della pallacanestro attraverso racconti e interviste. Dal rapporto con lo sport di Barack Obama alla vita dell’ex c.t. della Nazionale Nello Paratore, dalle radici siciliane di Ettore Messina ai ricordi del compianto Turi Lanzafame, dal racconto di Sport Club-Ignis Varese alle esperienze dei personaggi più recenti, ricostruiamo la storia del nostro basket partendo da Catania per allargare lo sguardo alla nostra regione e, perché no?, anche oltre. Senza memoria storica, è difficile dare un senso a ciò che facciamo oggi…

Roberto Quartarone

Vedi anche:
Nunzio Spina, il play del migliore Sport Club