Il PalaArcidiacono, grande incompiuta

DiComunicati

Feb 23, 2010

Il PalaArcidiacono pieno di spazzoloni, vaschette e secchi… Precedenza alla scherma: dove si gioca?… La Virauto torna a casa… Non si può o non si vuole intervenire?

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PULIZIE? No, non sono pulizie d’inverno. I secchi raccolgono acqua piovana. Gravina-Cocuzza si gioca lo stesso di sabato [Basket Catanese].

Varie persone con spazzoloni, vaschette e secchi un po’ ovunque, pozzanghere minacciose ai bordi del parquet. Non siamo in una casetta “rustica” di campagna, ma in piena città. Non siamo in un condominio abbandonato, ma in un palasport inaugurato poco più di dieci anni fa. È il PalaArcidiacono o PalaCus2, dove bisogna tirar fuori i secchielli ogni volta che piove e dove, ovviamente, giocare diventa anche un rischio.

E fu così che domenica 21 il palazzetto ancora non era del tutto asciutto e sarebbe dovuto rimaner chiuso. È vero, di sabato il Gravina aveva giocato una gara di basket di C2, ma gli eventi previsti, i campionati regionali di scherma e una partita della Virauto di Serie B, non si possono disputare in queste condizioni. Già il venerdì si era deciso di spostarli nella vicina Palestra Cus. La precedenza va alla scherma, Catania ospiterà i mondiali del 2011 ed è giusto che si debba dare spazio a questa disciplina. E il basket? Beh, si gioca alle 19:30, già alle 19 gli schermidori avranno finito.

Sono le 18:30, il campo è ancora occupato e ancora c’è un po’ da aspettare. Ed ecco che il PalaArcidiacono miracolosamente viene riaperto: la partita della Virauto può essere giocata lì, mentre alla Palestra Cus si va avanti fino alle 22. Il rischio concreto era di perdere la gara a tavolino, ma grazie al responsabile degli impianti cusini, Gaetano Russo, la situazione è stata sistemata. Ringraziando il Cielo (o Giove Pluvio in vacanza per il fine settimana), l’acqua è evaporata e il campo s’è asciugato.

Catania e le sue grandi incompiute: a metà degli anni novanta si è costruito tanto per lo sport, grazie agli ingenti fondi delle Universiadi, ma ora non si può (o non si vuole?) mantenere gli impianti in una condizione decente o, quantomeno, presentabile. E così, il PalaArcidiacono continuerà a gocciolare (così come il PalaBattiati e altri palazzetti) e rischierà di rimanere chiuso danneggiando squadre, sportivi e tifosi.

Roberto Quartarone