Catania, piove in campo e in tribuna

DiRoberto Quartarone

Mar 10, 2010

Basket: la Virauto cambia palazzetto per colpa del maltempo, ma l’acqua cade anche dentro il PalaCus mentre sul parquet infuria l’uragano Bisceglie. Barcellona realizza il sogno delle squadre italiane e batte Siena, ad Adrano scappano tutti

Il bello e il brutto del basket siciliano nell’ultima giornata di campionato.

BUCCI (Barcellona, A dilettanti) – C’è una Siena che si può battere, un paio di piani(giani) sotto la A1, ma l’operazione riesce bene solo se hai un satanasso che tira con un 10/15 totale (3 su 6 da tre) e si spara 29 punti sforacchiando il canestro proprio quando gli avversari non si scrostano. Ostuni cade e Barcellona la afferra al comando.
GIUFFRIDA (Siracusa, B dilettanti) – Non gli farà piacere sapere che viene citato solo perché la giornata delle squadre siciliane è allegra quanto un film svedese. I suoi 25 punti in casa contro Foggia sono quasi ordinaria amministrazione in un periodo della stagione in cui Corvino sta tirando il fiato. Ma la brutta notizia per Siracusa è un’altra e arriva da Catania: in questo momento Bisceglie è più forte e dalla strettoia per la promozione diretta sarà durissima passare.

CATANIA (B dilettanti) – Sotto la voce “brutti”, si diceva, questa settimana c’è folla. Bruttarello è Riva junior a Corato, dove Patti si inceppa nel finale: per il figlio di Antonello un regresso sempre più preoccupante (-5 di valutazione la settimana scorsa, -4 stavolta). Ma c’è di peggio: la Virauto, per esempio, sembra la figlia di Boris Karloff e Ribery, spolpata al PalaCus da una squadra fenomenale (vedi Novati, il primo giocatore con i calzettoni a pois nella storia) che non ha pietà della contumacia di Trevisan e della febbre di Reale. A proposito di PalaCus, ormai a Catania il campo si sceglie all’ultimo secondo in base alla pioggia; e anche nell’impianto di riserva, beffardamente, dal tetto vengono giù dei bei goccioloni sugli spalti.
ADRANO (C dilettanti) – Fa male al cuore vedere quel vecchio marpione di Maurizio Grasso, il pivot padovano più logorroico nella storia del gioco, abbandonato da 4 compagni e dall’allenatore poco prima della partita contro l’Amatori Messina. Non siamo alla farsa di Napoli, in A1, ma un’altra squadra siciliana si è sbriciolata. E già non stava bene prima.

Emanuele Grosso