Curella: «Proviamo a cambiare»

DiRoberto Quartarone

Mar 13, 2010

Il responsabile siciliano della com.tec. giovanile e le proposte per il rilancio dell’attività giovanile… «Tutti sperimentano, a Roma stanno vagliando le nostre idee»…

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Tabella rielaborata dai dati raccolti da Salvatore Curella sull’attività giovanile in Sicilia.
Categoria Numero squadre
M F
Under-21
Under-19 33 6*
→ CT 9
→ ME 10
→ PA 6*
→ RG 5
→ TP 9
Under-17 57+10* 10
→ AG 9
→ CT 9 6
→ ME 12
→ PA 9+10* 4
→ RG 11
→ TP 7
Under-15 51+9* 13
→ CL 8
→ CT 13 4
→ ME 8 6
→ PA 5+9* 3
→ RG 11
→ TP 6
Under-14 67 7*
→ AG 10
→ CT 9
→ ME 10 7*
→ PA 12
→ RG 18
→ TP 8
Under-13 91 21
→ AG 6
→ CL 12 4
→ CT 15
→ EN 5
→ ME 17 6
→ PA 15 4
→ RG 9 3
→ SR 5 4
→ TP 7
( * ) = squadre partecipanti ad un girone unico regionale.

Quasi un mese fa, sul sito del comitato siciliano della FIP sono state pubblicate alcune proposte elaborate dai consiglieri regionali Alfio Aleo, Giovanni Portannese e Salvatore Curella. Molto in breve, l’obiettivo è di rilanciare l’attività giovanile, soprattutto quella femminile. Le proposte vanno dall’apertura di ogni categoria ad atleti più giovani (ad esempio, nell’Under-19 potrebbero giocare anche i quindicenni), ad una diversa gestione del doppio tesseramento e anche alla diminuzione delle tasse gara per Under-13 e 14. Inoltre, per il settore femminile si parla di aprire le porte della prima squadra alle atlete nate fino al 1998 e di istituire il Trofeo delle Province. Si discute infine dell’attività delle rappresentative regionali, da ampliare e rendere più frequente.

Approfittando del consiglio federale che si è tenuto a Catania il 4 e 5 marzo, abbiamo chiesto al responsabile regionale della commissione tecnica giovanile Salvatore Curella di approfondire l’argomento per capire meglio quali siano i problemi e cosa concretamente potrà cambiare. Lui stesso si definisce un tecnico prestato alla politica, e in effetti la sua lunga attività (che è partita da Ragusa e ha anche toccato Catania, in cui ha dato l’avvio ai progetti Rainbow e Clipper) è stata prettamente sul campo.

«Ci sono stati parecchi sorrisini alle nostre proposte – afferma –. Rimangono comunque solo delle idee che dovranno essere approvate a Roma. Il 15 febbraio sono stato nella capitale proprio per parlare dei problemi che affliggono il nostro sport. In particolare, a livello nazionale sembra che il settore femminile sia al collasso. Se si eccettuano grandi realtà come la zona del vicentino, alle ragazze interessa poco e niente andare in palestra a giocare a pallacanestro, complice la televisione. Inoltre, in tanti si fermano dopo il minibasket».

Al Nord questo problema si sente, ma in Sicilia diventa sempre più acuto. «Do un esempio terra terra – prosegue Curella –: il campionato Under-14 femminile annovera appena sette squadre in tutta l’isola. Ne avremmo avuta qualcuna in più, ma il regolamento impone che le ’98 giochino o nell’Under-13 o nell’Under-14. Per rendere l’idea, quando allenavo io a Catania c’era un girone formato solo da società cittadine! I campionati Under-15 non vanno meglio: il girone di Palermo ha tre squadre, quello di Catania quattro, quello messinese-ragusano sei. È mai possibile? Ho realizzato un interessante quadro della situazione ed è superfluo commentarla oltre». Vi proponiamo a destra una versione ristretta del quadro, per fare una panoramica generale della quantità del basket giovanile in Sicilia.

Le proposte avanzate non sono comunque totalmente nuove: «Tanti anni fa, quando un ragazzo passava dal minibasket al basket, teoricamente poteva giocare anche in prima squadra e nessuno si è mai scandalizzato. Forse, la proposta di inserire le Under-13 con le senior è provocatoria, ma se sono già pronte quando devono giocare? A Ragusa, ad esempio, le ragazze vanno via a 18 anni. Ma neanche nelle città universitarie la situazione è più rosea: ci sono squadre che si presentano con cinque-sei giocatrici, o con roster decisamente troppo avanti con l’età. Una volta c’era la Promozione ed è scomparsa, la Serie C aveva anche il girone siculo-calabro, la B sembrava un miraggio. Oggi iscrivere una squadra in B è molto più facile».

Le proposte hanno anche una motivazione scientifica. «Partiamo dall’assunto che le ragazze maturano prima. Quest’anno s’è deciso di far giocare sia i ’94 che le ’94 in prima squadra. Se un ragazzino di quindici anni può fare la A1 (in teoria), una ragazzina del ’95 può fare una C, mi pare… Bisogna considerare anche l’aspetto anatomo-fisiologico dei ragazzi. Anche per questo una piccola apertura nelle fasce d’età del settore giovanile è importante e ciò riguarderà più il settore femminile che quello maschile».

L’unica alternativa a questa situazione pare proprio una riforma. «Tutta Italia sta sperimentando, soprattutto il Piemonte e l’Emilia. Noi possiamo quantomeno provare e se è il caso torneremo indietro. Vorrei anche che ci fosse un dialogo, ho scritto esplicitamente di mandarmi gli appunti ed eventuali proposte alternative, ma mi ha risposto solo Gabriella Di Piazza!»

Quali saranno i prossimi passi? «Le proposte sono state presentate ai settori nazionali maschile e femminile, alla presenza di Renato Nani e Antonio Bocchino. Loro hanno preso degli appunti, qualcosa sarà approvata, qualcos’altro no. Noi come FIP regionale faremo il possibile. Intanto abbiamo preso dei collaboratori validi come Valeria Puglisi, giovane e preparata, e altri di cui ancora stiamo verificando la disponibilità. Inoltre, dovremo affrontare il problema del budget, che è limitato e impegnato per il 60% nel settore arbitrale. Quando finirà il nostro mandato, se avremo lavorato male ci manderanno a casa, ma almeno stiamo provando a cambiare qualcosa».

Sarebbe interessante aprire un dibattito sulla questione. Chiunque voglia esporre le proprie idee può contattare direttamente Salvatore Curella, ma siamo disponibili per ospitare su Basket Catanese gli interventi di chi voglia inviarci la propria opinione.

Roberto Quartarone