Arriva la Pec, gli ingegneri si attrezzano

Entro il 2012 in Italia circa 2 milioni di professionisti dovranno dotarsi del servizio di posta elettronica certificata, ai più noto come “Pec”. A stabilirlo è la legge n. 2/2009, prevedendo – già a partire dallo scorso 28 novembre – l’obbligo di far pervenire all’Ordine di appartenenza il proprio indirizzo certificato: una vera e propria riforma virtuale nell’ambito dell’e-government che in un paio d’anni porterà alla digitalizzazione di tutta la documentazione cartacea delle PA, secondo il processo di “dematerializzazione” della burocrazia, che snellirà  i flussi documentali tra amministrazione e cittadini.

Per il momento si parla di obbligo e non di sanzione, ma sono molteplici le campagne informative mirate a sviluppare nel minor tempo possibile la rete di adesioni: un primo aggiornamento arriva dall’Ordine degli Ingegneri di Catania, che nel corso del seminario formativo “Pec e Firma digitale”, nei giorni scorsi, ha reso noto che: «Su 5 mila iscritti, in 2 mila hanno già comunicato il proprio indirizzo Pec – ha spiegato il presidente degli Ingegneri etnei Carmelo Maria Grasso – siamo ancora a metà strada, ma ci impegneremo affinché anche i restanti 3 mila possano utilizzare al più presto il servizio, che offriamo loro a titolo del tutto gratuito. Proseguiremo il percorso di sensibilizzazione – ha concluso Grasso – perché è nostro dovere collaborare con la Pubblica Amministrazione, fornendo l’elenco di coloro che si sono dotati della Pec e che per questo motivo potranno usufruire di una serie di servizi e vantaggi esclusivi».

Nonostante si tratti di uno standard italiano – che annovera 23 gestori supportati dal lavoro di vigilanza e controllo della DigitPA – si è già proiettati verso la frontiera europea, con un sistema “blindato” che garantirà l’autenticità e la privacy dei propri documenti elettronici anche grazie alla “firma digitale” che, tramite un sistema di crittografia, assicura l’identità del mittente.

«Attraverso questo incontro – ha sottolineato Valeria Vadalà, vicepresidente dell’Ordine nonché Consigliere delegato per la Commissione Informazione – abbiamo voluto proporre un momento di confronto e approfondimento in cui chiarire gli aspetti giuridici e tecnologici e il funzionamento di queste nuove infrastrutture telematiche “robuste e sicure”»