Ipoacusia, convegno ad Acireale

Gli ultra 65.enni rappresentano il 15,2% della popolazione totale e se l’indice di natalità e mortalità continuerà a rimanere ai livelli attuali, nel 2040 una persona su dieci avrà più di 80 anni (nel 1950 questo rapporto era 1 su 92). In questo contesto il deficit uditivo negli over 65 rappresenta una condizione fisiologica legata alla senescenza, ma anche particolari condizioni ambientali e/o patologiche possono renderlo particolarmente invalidante sia da un punto di vista medico che psico-sociale.

Questo il tema che verrà trattato durante l’incontro “Comunicazione nella terza età: la presbiacusia”, che si è svolto il 9 nel presidio ospedaliero di Acireale, relatori il prof. Ignazio La Mantia direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del S. Marta e S. Venera di Acireale e il dott. Marco Marcato del Centro ricerche e studi di Milano.

«La principale caratteristica del paziente ipoacusico è spesso la depressione, indotta proprio dalla difficoltà di entrare in comunicazione con le altre persone – spiega La Mantia – questo aspetto è più chiaro se si pensa che la perdita funzionale è lenta, progressiva e graduale, tanto che il soggetto fatica a rendersi conto pienamente della propria invalidità, fino a poter arrivare alla convinzione di essere al centro di cospirazioni e bisbigli».

L’isolamento prodotto dall’insufficienza di stimolazioni uditive va sicuramente a peggiorare la già precaria qualità della vita degli anziani, riducendo ulteriormente i livello di autonomia, le capacità di vita di relazione, l’assetto cognitivo, psicologico ed emozionale. Un aiuto importante in questo settore può derivare dalla ricerca scientifica sui processi di invecchiamento sensoriale uditivo, sui mezzi farmacologici per prevenirlo e rallentarlo, sulle tecnologie di correzione protesica. L’obiettivo è quello di educare e informare gli anziani e le loro famiglie sulle conseguenze di un isolamento uditivo e sulle possibilità mediche e rieducative, incoraggiando gli utenti a sottoporsi a test uditivi in ambiente clinico, informandoli sulle possibilità di correzione con un idoneo apparecchio acustico ed abbattere le remore psicologiche ancora troppo radicate.

La compensazione, la terapia protesica e i sussidi riabilitativi sono stati i temi tracciati nel corso dell’incontro destinato a medici di medicina generale, geriatri, audiologi, audioprotesisti e logopedisti.