Le catanesi che si scambiano i ruoli

Due squadre sotto l’ombra del “Liotro”: i cammini parti inverse dell’Elefantino, che si qualifica per la Poule Promozione, e la Lazur Catania, abituata ai piani alti e salva nella P.Retr…

L’Elefantino B2 Lazùr
And Rit S.R. And Rit
CZ CZ 1a ME ME
Pat Pat 2a RCl RCl
RCa RCa 3a Pal Pal
4a CZ CZ
Pal Pal 5a Pat Pat
RCo RCo 6a RCa RCa
CTl CTl 7a CTe CTe
RCl RCl 8a
ME ME 9a RCo RCo
And Rit Poule And Rit
PAv PAv 1a Gel Gel
Ter Ter 2a PAo PAo
Cdg Cdg 3a
RG RG 4a PAc PAc
Il roster dell’Elefantino: Patara (23 presenze, 373 punti, 16,22 di media); Bruni (23, 282, 12,26); Nigro (23, 37, 1,61); Carbone (22, 110, 5.00); Grosso (22, 109, 4,95); Celi (21, 98, 4,67); Bella (20, 46, 2,30); Buscema (15, 39, 2,60); Musumeci (14, 18, 1,29); Giunta (13, 85, 6,54); Li Pira (10, 18, 1,80); Serafica (9, 96, 10,67); Panvini (6, 6, 1.00); Halliday (3); Bontà (1); Calvagno (1). All.: Galatà (2-1), Parisi (10-11).
Il roster della Lazùr: Parisi (21 presenze, 273 punti, 13.00 di media); Ferrara (21, 89, 4,24); De Lucia (20, 33, 1,65); Ceraulo (19, 113, 5,95); Hristova (19, 103, 5,42); Borzì (18, 117, 6,50); Di Stefano (18, 33, 1,83); Licciardello (17, 22, 1,29); Mirabella (16, 20, 1,25); Barbarossa (13, 67, 5,15); Varesio (12, 51, 4,25); Messina (11, 76, 6,91); Pappalardo (9, 102, 11,33); Argentino (8, 16, 2.00); Antoine (6, 12, 2.00); Gecheva (4, 23, 5,75); Granata (4, 2, 0,50); La Manna (3, 9, 3); Caruso (1); Di Dio (1); Fresta (1). All.: Puglisi (4-7), Catanzaro (0-2), Cimellaro (5-4).
Il computo dei punti è dato dai singoli tabellini a cui si può accedere dalla tabella riassuntiva.

La ribalta non dura per sempre! Questa la verità con cui si è confrontata nella stagione appena passata la “nuova” Lazur del presidente Federico Cicero che, per la prima volta dopo anni, si è ritrovata sfrattata dalle “parti bene” della classifica e invischiata nei play out. Mesi certamente difficili per il gruppo rossazzurro, ma che sono stati affrontati più che degnamente dalle giovani della formazione catanese che oltre al problema dell’inesperienza in B2, la fatica dei doppi tesseramenti in B1 e l’impegno Under-17 hanno dovuto fronteggiare delle fastidiose diatribe interne alla società emerse a metà stagione con l’ormai famoso passaggio di testimone tra l’ottima e ben voluta Valeria Puglisi e Sergio Cimellaro, autore di un bel finale di stagione con la Rainbow.

Dall’altra parte di Catania, invece, tutta un’altra storia! Certamente non può parlarsi dei simbolici “15 minuti di celebrità” per l’ Elefantino di Pippo Vittorio che, presentatosi ai blocchi partenza con una squadra certamente “piu vecchia”, ha invece meritatamente fatto parlare di se grazie all’indiscutibile caratura delle sue giocatrici: Deborah Bruni, Deborah Celi, Rosanna Patara e Gabriella Serafica, per fare qualche nome. Un campionato oltre le aspettative quindi che è stato possibile grazie all’ulteriore crescita del bagaglio tecnico in dote alla squadra.

La panchina però è la rimasta sempre “corta”. Sia Galatà che Parisi hanno infatti per lo più optato per un quintetto in cui le giocatrici appena elencate fossero frequentemente in campo, dando chance più circoscritte al resto del team. Ciò a scapito di Grosso e Nigro, degli innesti provenienti da Acireale Li Pira, Bella e Musumeci e delle giovani Halliday e Panvini, in realtà però in ritardo rispetto ai ritmi del resto della squadra.

Due scommesse diverse comunque quelle dei due presidenti, ma pare che i frutti migliori siano stati colti proprio da Pippo Vittorio. Tuttavia, non solo per par condicio, non può biasimarsi la scelta di puntare sulle giovani (le proprie) fatta da Cicero le quali hanno accumulato senz’altro esperienze da un girone tosto come quello calabro della B2 regionale.

Girone che, come detto, ha riservato sorti però diverse per le due catanesi. Con le spalle meglio coperte e con animo certamente più leggero l’Elefantino ha cominciato il suo campionato ottenendo una prima vittoria importante contro Catanzaro, sconfessata però dalla successiva sconfitta contro Patti. Nulla di cui disperarsi perche la squadra batte poi Audax, Palmi, Olympia e S. Matteo facendo fronte anche all’unico limite che la squadra catanese poteva ritrovarsi, ossia quello di una scarsa preparazione fisica. Dove sembrava non poter dar oltre il fiato, compensava però la testa e la compattezza di un gruppo appunto d’esperienza.

Sorretto dalle praticamente perenni doppie cifre di Bruni e Patara, la squadra vince sino al raggiungimento di un buon posto nei play off, traguardo che è stato onorato ed inaugurato degnamente con una partita memorabile, quella contro Verga Palermo, in cui le padrone di casa saranno autrici di un clamoroso sgambetto alle future promosse in B1. Anche nelle sconfitte la squadra ha avuto merito di lasciar sempre imprevedibile il risultato, ed infatti con ciò si spiegano i risicatissimi risultati finale contro l’Himera del fresco dimissionario Scimeca e la sempre spumeggiante Ragusa. Penultimo posto nella classifica della pool promozione e solo 4 punti, ma si può dire che la missione è stata comunque compiuta!

Discorso certamente diverso, come detto, per le lazurine di Puglisi e poi di Cimellaro. Tutta una scommessa la stagione della “fusione” con la Rainbow ed anche se la voglia di far bene non è mai mancata il campionato è sembrato sempre esser indirizzato per il verso sbagliato. La Lazur perde inizialmente con S. Matteo e Lumaka, si riscatta alla grande con Palmi e rivede i due punti con la strepitosa partita vinta al foto finish con Patti, ma da quell’incontro piuttosto che risollevarsi tutto va un po’ in parabola discendente a causa delle burrascose vicende che accompagnano il cambio di panchina tra Puglisi e Cimellaro e che inevitabilmente si ripercuotono in un gruppo che in ogni caso si è dimostrato fortunatamente molto ben amalgamato .

Per attendere nuovi risultati positivi si deve aspettare la post season dove la Lazur vince sia all’andata che al ritorno con Gela e Cus Palermo, figurando però molto male contro l’Otium. Sconfitte irrilevanti per l’obiettivo salvezza che viene raggiunto, garantendo la B2 ad una squadra che in questi anni ne è stata protagonista.

Due cammini, lo si è intuito, diametralmente opposti e che hanno visto le due catanesi “scambiarsi i ruoli” per l’anno appena trascorso. Per la stagione che verrà purtroppo però nulla è certo se non la presenza di due titoli da onorare. Compito certo che apparentemente sarà più facile per il presidente Cicero che ha un settore giovanile numeroso e già con un’ esperienza in questa serie, meno invece per Pippo Vittorio che da due anni a questa parte si sta affidato a giocatrici che al basket hanno già dato tantissimo e che possono , con il passare del tempo, essere più soggette ad una stanchezza a volte sintomatica.

L’estate porterà le sue decisioni, si spera una positività per entrambe le società catanesi.

Chiara Borzì