Stati Generali, si discute di Pubblica amministrazione virtuosa

Martedì 15 giugno 2010 a partire dalle ore 17,00 nell’ex convento San Placido (Palazzo Platamone) si svolgerà il sesto seminario degli Stati Generali della città di Catania sul tema: “Una Pubblica Amministrazione virtuosa per una città efficiente”.

In apertura dei lavori è prevista l’introduzione del coordinatore del comitato di presidenza degli Stati Generali Maurizio Caserta e del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli che concluderà anche i lavori.

Sono previste relazioni di: Maurizio Lanza, Direttore Generale del Comune di Catania; Giorgio Santonocito, Ragioniere Generale del Comune di Catania; Renato D’Amico, professore ordinario di Scienze dell’Amministrazione nella facoltà di Scienze Politiche di Catania.

Inoltre sono programmati igli interventi di: Silvio Ontario, Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Catania; Claudio Melchiorre, presidente ADOC Catania; Angelo Villari, segretario generale Cgil Catania; Seby Costanzo, Amministratore delegato Fidimpresa.

“Questo seminario degli Stati Generali – ha spiegato Maurizio Caserta – vuole fornire un contributo al rafforzamento dei meccanismi di controllo e di trasparenza, per garantire sostenibilità nel tempo di qualsiasi serio progetto di risanamento economico e finanziario della macchina amministrativa di Catania. Il Comune è innanzitutto un produttore di servizi. Tutto ciò si deve fare rispettando le regole dell’economia per le quali non si può generare un valore inferiore a quello delle risorse impiegate. L’Amministrazione Comunale di Catania, così come tutte le altre pubbliche amministrazioni, deve ‘fare i conti’ con questi principi e regole. Deve farlo – ha aggiunto Caserta – perché ciò garantisce la sua sostenibilità finanziaria ed economica nel tempo, accresce la sua capacità di produrre servizi di qualità e la sua capacità di reperire risorse finanziarie quando attua seri programmi di investimento. Non sempre però le amministrazioni pubbliche seguono questi principi e non sempre li ha seguiti l’amministrazione comunale di Catania. Ciò rende molto impegnativo lo sforzo di chi intendesse cambiare direzione, un approccio che ha bisogno di consenso politico ma anche di più incisivi meccanismi di controllo e trasparenza”.