Tavola rotonda sulla disabilita' mentale

Venerdì 18 giugno, alle ore 10, presso l’Hotel Nettuno di Catania, si svolgerà la tavola rotonda “Buone prassi per il benessere sociale e l’occupabilità delle persone con disabilità”, organizzato dal Nucleo Interventi di Rete del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp etnea, all’interno del progetto comunitario “Disability  and social exclusion”.

«Diffondere la conoscenza delle condizioni di disagio e delle bisogni delle persone con disabilità, considerando il contesto socio-sanitario, ambientale, economico, culturale e relazionale in cui vivono, per garantirne una piena ed efficace partecipazione e inclusione: questo l’obiettivo del progetto “Disability and Social Exclusion” (Dse) che si propone di definire quattro proposte concrete per migliorare l’inclusione delle persone con disabilità: donne, bambini, immigrati e anziani», spiega il responsabile “Interventi di Rete dell’Asp, Roberto Ortoleva.

Destinatari del progetto sono, infatti, le persone con disabilità e le loro famiglie, assistenti sociali e operatori del settore in genere, mondo dell’associazionismo e del volontariato, istituzioni del governo centrale, regionale e locale.

«La nostra esperienza – ha continuato Ortoleva – ha coinvolto attraverso diversi progetti la cosiddetta disabilità invisibile che riguarda quei soggetti che presentano un disagio psicosociale e non di natura intellettiva. Queste persone, un tempo relegate ed escluse dal contesto sociale, ora invece attraverso queste buone prassi, attuate con la collaborazione dell’ufficio provinciale del lavoro e degli attori sociali, sono diventati “cittadini” con le stesse opportunità e possibilità sociali degli altri».

Per il presidente dell’Anfe di Catania, Giuseppe Saffo, l’esperienza dei “Gruppi – appartamento”  nasce da un vero  e proprio percorso condiviso a partire dal progetto Equal che ha permesso alla città di Catania di essere centro pilota nella sperimentazione di nuove formule di inclusione sociale. L’Anfe infatti si pone l’obiettivo primario di aiutare il più svantaggiato attraverso un progressivo reinserimento del disabile nel mondo sociale e del lavoro.

In tutto il mondo sono più di 6 milioni le persone disabili e solo in Italia se ne contano quasi 3 milioni, pari circa al 5 per cento di tutta la popolazione. Secondo l’ultima indagine sulle Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari condotta dall’Istat questo numero riguarda le persone con una totale mancanza di autonomia per almeno una funzione essenziale della vita quotidiana. Se si considerano in generale le persone che hanno una seria difficoltà nello svolgimento di queste funzioni, ma non un’impossibilità, la stima allora sale a 6milioni 606mila persone, pari al 12% della popolazione generale.

Nell’analisi della distribuzione territoriale emerge che nell’Italia insulare il tasso di disabilità è del 5,2%, dove il livello più preoccupante è rappresentato dal confinamento, che implica la costrizione permanente in un letto, o su una sedia con livelli di autonomia nel movimento pressoché nulli, nonché il confinamento in casa per impedimento fisico o psichico. Dati e analisi che verranno trattati e analizzati durante l’incontro.