Una metropolitana per una metropoli

“Dalla metro alla metropoli”: un gioco di parole che racchiude lo slogan, l’idea e l’obiettivo del workshop di progettazione architettonica “Intersections”, nato per concepire la metropolitana di Catania, non come semplice mezzo di trasporto, ma come importante strumento per “ricucire” le distanze tra le diverse parti del territorio urbano, ripristinando relazioni precedentemente interrotte e collegando tre mondi differenti: città storica, città diffusa e metropoli etnea.

Dal 5 all’11 settembre 2010, al Palazzo Platamone, il laboratorio – organizzato dalla Fondazione e dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania, in collaborazione con la Ferrovia Circumetnea (Fce)-Metropolitana di Catania e con il Comune di Catania vedrà coinvolti in una settimana di creativo lavoro gli studenti, i laureati e i dottorandi delle Facoltà di Architettura e Ingegneria dei paesi membri dell’Unione Europea, gli studenti delle Accademie di Belle Arti, delle Scuole di Specializzazione e dei Master delle discipline di architettura del paesaggio e arte dei giardini. Inoltre in cattedra saliranno eminenti architetti di fama internazionale: Manuel Aires Mateus (Lisbona), Jesus Maria Aparicio Guisado (Madrid), Henri Bava (Paris), Roberto Collovà (Palermo), Kengo Kuma (Tokyo), Uwe Schröder (Bonn), Antonio Tejedor Cabrera (Sevilla).

Il workshop di progettazione – riguardante il tema dei collegamenti, delle “intersezioni” appunto, tra la rete della mobilità metropolitana e il tessuto urbano catanese – avrà come oggetto di studio le aree urbane che gravitano attorno a sette stazioni della tratta nord della ferrovia sotterranea catanese (Borgo, Milo, Cibali, San Nullo, Nesima, Fontana e Monte Po) di cui le ultime sei in corso di realizzazione. “Intersections” è la manifestazione d’esordio del Laboratorio Permanente sul Territorio – istituito dalla Fondazione – chiamato “Catania Urbs Clarissima”, appellativo citato in una stampa prospettica del 1620 firmata dallo geografo tedesco Filippo Cluverio.