Comitato per la legalità per la Festa di Sant'Agata, cosa va e cosa non va

Il Comitato per la legalità nella festa di S.Agata, composto dalle associazioni Addio Pizzo, Centro Astalli, Città Insieme, Fondazione Giuseppe Fava, Libera Nomi e Numeri contro le mafie, Movi, Pax Christi, ha inviato un breve comunicato dopo la presentazione del programma delle Celebrazioni Agatine 2011.

Nella nota si legge che il Comitato: «Riconosce alcuni sviluppi positivi in relazione alla festa di S.Agata, quali la serietà di mons. Barbaro Scionti, che pur attirandosi dure critiche, sta facendo grandi sforzi perché le celebrazioni  si svolgano con maggior ordine e devozione; nonché i provvedimenti adottati del Comune sul divieto di uso di candele accese durante le celebrazioni dello scorso 17 agosto 2010».

Il Comitato si dichiara però insoddisfatto «Dalle generiche affermazioni del Sindaco Raffaele Stancanelli, che non ha preso alcun impegno, insieme all’arcivescovo Salvatore Gristina, circa l’uso di torcioni accesi durante le prossime celebrazioni, gli stessi che hanno causato la morte del giovane Andrea Capuano lo scorso febbraio».

«Si chiede a tutte le autorità una maggiore vigilanza, affinchè non abbiano a ripetersi incidenti come quelli avvenuti durante le ultime celebrazioni, quando la vara della Santa fu costretta da azioni di disturbo ad impiegare oltre sei ore per percorrere il breve tratto che va dalla Villa Bellini a Piazza Cavour, ricordando che nel processo in corso sulle infiltrazioni mafiose nella festa di S.Agata i pentiti hanno sostanzialmente confermato le loro accuse».

Infine, si riafferma la necessità urgente dell’adozione di un Regolamento della Festa, ad oggi inesistente, che stabilisca chiaramente modi, tempi e responsabilità delle celebrazioni. Tocca evidentemente alle autorità civili, religiose e di sicurezza l’adozione di un simile regolamento.