Sindrome da punto a punto

DiComunicati

Nov 17, 2010

Basket: nei finali all’ultimo secondo se la cava solo Trapani, impallinate Barcellona, Agrigento e Patti (che però scopre un super diciannovenne). Effetto Fantozzi su Priolo

Il meglio del basket siciliano.

HICKS (Barcellona, Legadue) – L’uomo che ha l’ebbrezza nel nome ubriaca la difesa di Jesi con 21 punti e un quadruplo 8 (rimbalzi, falli subiti, liberi tentati e segnati), ma i Panc-otto boys a Jesi scialacquano difendendo male un +16 costruito col corri e tira nella prima metà della gara. L’ex azzurro Pecile fa 16 su 17 dalla lunetta, arriva il supplementare e un libero di Santiangeli firma la condanna di Barcellona.

FABI (Patti, A dilettanti) – Ci sarebbe da stare allegri se un diciannovenne che parte dalla panchina segna 27 punti in 30 minuti. Soprattutto in una squadra più anemica in attacco di Inter e Catania messe assieme. Peccato che Patti proprio non ce la faccia, anche quando sale a +14 grazie all’aiuto del suo moccioso argentino. Ruvo, che comanda la classifica, la sorpassa nell’ultimo quarto (parziale di 12-26) e le assesta il quarto stop consecutivo.

EVANGELISTI (Trapani, A dilettanti) – Nei finali controversi solo quelli di Trapani ci sanno fare. Mentre Agrigento si specializza con master in “sconfitte di un punto” (77-78 l’ultima in casa contro Bisceglie), le triple di Evangelisti ammaestrano Massafra in un finale pericoloso e tengono al guinzaglio il secondo posto.

SAPONE (Capo d’Orlando, B dilettanti) – Il volto pulito di Capo d’Orlando è una giovane ala emiliana che spadroneggia a rimbalzo (14, più altrettanti punti) tanto quanto la sua squadra (49-29) in una partita impari contro una Bernalda poco calda che sotto canestro si fa massacrare.

FAVENTO (Priolo, A femminile) – Venezia è Umana solo fantozzianamente, ovvero non perdona a Priolo un letargo di canestri che capovolge il 43-36 alla fine del terzo quarto in un micidiale 43-53. Però almeno c’è un po’ di vita sul pianeta Coppa, dove atterrano i 16 punti di Silvia. Favento, ma soprattutto fa freddo, a quota zero.

Emanuele Grosso