Imprese e formazione, binomio inscindibile

«Nelle imprese di oggi non fare formazione è un po’ come utilizzare un Pc di ultima generazione ma con un software di dieci anni fa». Una metafora chiara e puntuale utilizzata dal direttore di Confidustria Catania Alfio Franco Vinci, per sottolineare l’importanza che oggi la formazione ricopre nelle aziende. Se n’è discusso il 3 dicembre durante la  presentazione del piano formativo “Creare Valore = Gestire Conoscenza”, promosso da Sdi-Soluzioni d’impresa, il cui evento conclusivo, si è svolto proprio a Catania. (nella città etnea).

«Gli incentivi formativi non mancano – ha spiegato Vinci – ma serve orientarli al meglio, destinandoli ai nostri dirigenti che devono saper ritagliare il tempo per aggiornarsi e apprendere i giusti metodi per guidare l’azienda e l’entourage». Proprio come Sdi fa da anni coinvolgendo il management in maniera innovativa: 22 dirigenti e 14 aziende siciliane – in questa terza edizione del piano formativo – hanno sperimentato un percorso alternativo basato su un’azione anticonvenzionale che ha messo al centro le storie di imprenditori ma anche di uomini che hanno svelato le proprie emozioni e suggestioni per affrontare le criticità e costruire progetti individuali di miglioramento.

Com’è accaduto anche oggi in occasione del seminario “Fuori dagli schemi” curato da Enzo Memoli, formatore esperto in Project Management, che ha riunito i diretti interessati presso Scenario Pubblico, in un workshop che ha messo da parte l’approccio tradizionale (giro di tavolo, slides proiettate, esercitazioni e conclusioni) per trasferire gli aspetti soft del project management (soprattutto atteggiamenti, comportamenti, approcci), con l’obiettivo di stimolare e creare emozioni e suggestioni capaci di “scioccare” positivamente il partecipante producendo un effetto imprinting forte e duraturo dei temi trattati. Un intervento di “emotional training” per resistere in tempo di crisi, per fare bene, per fare business, per accrescere la redditività, investire, migliorare.

«Bisogna sentirsi ed essere riconosciuti dirigenti – ha sottolineato Massimo Plescia, amministratore unico Sdi – in questo caso abbiamo seguito percorsi formativi individualizzati, cambiando le regole del gioco ma non la sostanza, facendo dell’efficienza il nostro punto fermo. Siamo i primi in Sicilia ad aver adottato questo sistema, che riscuote consensi in tutta Italia, e siamo convinti che la sperimentazione e i metodi innovativi possano essere la via d’uscita a questa fase di stallo». Anche il divario generazionale è uno degli ostacoli da superare attraverso l’apprendimento manageriale: «La mentalità non gioca a favore – ha affermato il presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Catania Silvio Ontario – ma la svolta può arrivare proprio dai dirigenti più giovani e aperti alla sperimentazione, mossi dalla volontà di mettersi in gioco, di tentare nuove strade per migliorare la propria azienda. Il nostro impegno è dunque indirizzato a loro».

C’è ancora molto da fare per migliorare lo scenario attuale, che vede Catania ancora indietro sul fronte della formazione: basti pensare che nel biennio 2009/2010 il numero di Pmi catanesi che hanno aderito ai piani formativi è rimasto invariato e su 42 aziende che hanno aderito ai piani Fondirigenti, solo 94 dirigenti sono stati formati.

C’è soprattutto l’urgenza di far comprendere che «fare formazione non è una perdita di tempo né un motivo di distrazione dal lavoro – ha concluso Domenico Barone, responsabile Organizzazione e Sistemi di Fondirigenti – i numeri non sono confortanti ma oggi sono tanti i nuovi strumenti più veloci e alla portata di tutti, come la formazione on line, che cambierà il corso delle cose». Tra i presenti anche Leonardo Grassi, presidente Federmanager Unione Regionale della Sicilia.