Ganasce mai di domenica?

Negli ultimi anni (era il giugno 2007) a Catania è stato incrementato il servizio di pubblica vigilanza sulla sosta delle automobili, con l’istallazione delle “dolorose” ganasce. Ottima cosa, soprattutto per una metropoli come quella etnea che vive quotidianamente assediata dal traffico e dalla “sosta  selvaggia”.

C’è da dire, però, che non sempre l’azione viene svolta in modo coerente. Ieri sera (17 aprile), ad esempio, il Corso Italia era intasato da auto in sosta su doppie file e perfino sui marciapiedi (fenomeno che, per la verità, è di ordinaria amministrazione). Non si vedevano vigili urbani né ganasce, solo disordine e confusione, con enormi intralci alla circolazione (in particolare nei pressi di piazza Europa).

Stamani (18 aprile), in via Vecchia Ognina (all’incrocio tra via dei Ronchi e via Martino Cilestri), sono state poste diverse ganasce ad auto in sosta vietata, ma che di certo non rappresentavano intralcio alla circolazione, visto l’ampio spiazzo (lo dimostra questa foto tratta da Google Streat View che ritrae un caso analogo nel medesimo posto). Il luogo non è nuovo a questo trattamento di “ceppatura” da parte della polizia municipale.

Premesso che l’auspicio è quello di avere un servizio completo e uniforme su tutto il territorio comunale, non sarebbe più opportuno concentrarsi su quelle aree caratterizzate maggiormente da problematiche simili (come avviene spesso, anche se non sempre, in via S. Euplio ed in altre zone della città), piuttosto che calcare la mano su infrazioni che, seppur evidenti, sono di minore ostacolo per i cittadini? Che sia un banale modo di far cassa senza tener conto del principio fondamentale del buon senso?

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