Giusi Malato si racconta ai giovani

DiComunicati

Mag 31, 2011

Giusi Malato, raggiante e grintosa come sempre, stringe forte tra le mani la medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi del 2004 con il Setterosa e afferma: «Non l’ho incorniciata perché sono convinta che questa medaglia non sia solo mia, ma di tutti coloro che credono nei valori dello sport».

Sacrificio, grinta, determinazione, successo. Giusi Malato è tutto questo e l’applauso che i ragazzi del triennio dell’Istituto Tecnico Filippo Eredia di Catania le dedicano è davvero sincero. La stanno tutti ad ascoltare ammutoliti, ammirati e interessati; perché lei, la più grande pallanotista di tutti i tempi – e a confermarlo è la Calottina d’Oro assegnatale nel 2003, premio rivolto solo ai migliori al mondo – è una di loro. Un’atleta che ha lottato per ottenere quello in cui credeva. «Io sono di Picanello – esordisce – e ogni giorno prendevo l’autobus per andare in piscina. È la passione che mi ha portato a conquistare quei traguardi che oggi mi fanno sentire fiera di me».

Una vita passata nello sport, ex pallanotista oggi allenatrice di una squadra maschile in serie B, Giusi Malato bandiera della nazionale e dell’Orizzonte Catania, è stata l’ospite d’onore del secondo incontro del progetto “La cultura sportiva…scuola di vita” ospitato dall’Istituto Eredia di Catania.

«Vivere senza obiettivi è il male di questi tempi, ponetevi un traguardo, sia esso sportivo o di studio e spendetevi al meglio per raggiungerlo, con tenacia e sacrificio» ha concluso l’atleta rivolgendosi alla giovanissima platea.

Sul palco si sono alternati, raccontando storie di vita personali e professionali, Mauro Sammarco (specialista di Medicina dello sport Federazione italiana medici sportivi), Max Licari, nella doppia veste di conduttore radiofonico sportivo e professore, Vincenza Bifera (relatrice del progetto) e Carmelo Musumeci, presidente C. Catania Beach Soccer.

«L’obiettivo – ha spiegato la Bifera – è di avvicinare i giovani ai valori dello sport coinvolgendoli in modo dinamico, anche attraverso gli esempi di atleti di grande spessore», «lo sport, qualsiasi esso sia, rimane radicato in noi stessi per sempre. E’ sacrificio ma anche divertimento» ha aggiunto Musumeci, lanciando l’invito al prossimo incontro, il 10 giugno al Lido Azzurro «per cominciare a giocare sulla sabbia».