La voce degli spalti / 13 – Catania-Fiorentina 1-0 Ciao Presidentissimo

Dopo due trasferte (Cesena e Milano) che ci hanno fatto mangiare le unghie per le occasioni sprecate, si torna al Massimino. Giornata uggiosa, dopo il ciclone mediterraneo abbattutosi sabato pomeriggio sulla Sicilia orientale. Non tanti gli spettatori, ad occhio 13.000, con una sparuta rappresentanza di tifosi viola (tra cui il “Gruppo Sicilia” che ormai da anni segue la Fiorentina al Cibali). Tra l’altro, qualcuno l’avrà notato, manca la rete nel settore ospiti: “Forse sarà volata col forte vento – mi dicono – e chissà unni arrivau!”.

Le due curve ricordano Angelo Massimino, il cui anniversario della morte cadeva lo scorso 4 marzo; “Cavaliere con noi!” scrive la Sud, “C’è chi può e chi non può… io può” risponde la Nord, citando la storica frase pronunciata dal presidentissimo tanti anni fa.

In tribuna B tantissimi concittadini di Giovanni Marchese sono accorsi per sostenere il proprio beniamino, esponendo anche uno striscione: “Marchese capitano, orgoglio Deliano”. Alcuni ragazzi nella Sud, invece, ci propongono il menù del giorno: “Fiorentina ai ferri”.

Il pre-partita è dedicato quasi interamente ai rimpianti per i 4 punti persi contro Inter e Cesena, ma c’è spazio anche per qualche battutina  sulla minicrisi del Palermo con le – ormai abituali – previsioni sull’imminente cacciata dell’allenatore.

All’ingresso in campo delle squadre la Curva Nord (malgrado non sia gremita) si esibisce in una sciarpata d’altri tempi e con piccola coreografia alla sudamericana con torce stroboscopiche.

La partita inizia a ritmi blandi, il Catania sembra stanco e, malgrado faccia possesso palla, le occasioni migliori le creano i viola (oggi per la verità in giallo canarino), con un pallonetto spuntato di Cerci e con un grande salvataggio sulla linea di porta di Lodi. Ci si annoia un po’, anche perché il cielo cupo sembra velare ogni entusiasmo sugli spalti. Si chiude il primo tempo senza troppe emozioni e con la consapevolezza che quest’oggi sarà dura.

Al rientro in campo la musica sembra non essere cambiata granché, ma dopo poco Bergessio si procura un rigore di mestiere, consegnando a Lodi la palla del vantaggio. Il numero 10 si presenta dal dischetto concentrato: rincorsa, tiro, rete!!! Rigore impeccabile, all’incrocio dei pali.

Esce il sole e dopo qualche minuto un “chi non salta rosanero è” cantato e saltato da tutto lo stadio rigenera il calore dei tifosi che capiscono il momento favorevole e provano a spingere i rossazzurri. Dopo un po’ Lodi ha la palla del raddoppio, ma la spreca malamente (“Ciccio segna solo su calcio da fermo!” ricordano in tanti).

La Fiorentina scopre tutte le sue carte e prova a reagire, cercando di sfruttare soprattutto i cross di Vargas (tanti applausi per lui, ex di turno). Ma la difesa etnea tiene bene e i cambi (fuori gli spenti Gomez e Barrientos) garantiscono alla squadra quella stabilità che, dopo qualche brivido, permette di portare a casa questi ennesimi tre punti d’oro. Siamo a 38, in zona ormai più che tranquilla.

A questo punto siamo al bivio della stagione: fermarsi o provare l’incredibile? Lo scopriremo, ma questa squadra, riteniamo, meriterebbe una lunga standing ovation da qui a fine stagione. A cominciare da domenica prossima con la Lazio, con i prezzi dei biglietti a partire da 10 euro, sarebbe bello vedere uno stadio pieno e colorato che dimostri la gratitudine verso questi ragazzi che stanno regalando tante belle emozioni. Allora, tutti allo stadio e appuntamento a domenica prossima!