Parte sotto i migliori auspici la stagione sinfonica del Bellini

Lo scorso  15 ottobre al Teatro Bellini di Catania, in controtendenza rispetto alla crisi e alla carenza di pubblico di molti teatri italiani ed europei, si è registrato il tutto esaurito per l’apertura della stagione sinfonica 2012/2013. Il cartellone proposto si sostiene sui grandi classici (quelli che a volte vengono frettolosamente tacciati come inadatti e troppo obsoleti…), aggiunge delle novità, varia con balletti di rinomata scuola, il tutto condito con grande qualità, nomi e titoli di rilievo.

Questo significa tenere conto della cultura locale e nazionale, in un “tempo” in cui ci si accontenta del “qualunquismo” e dell’affare a “basso prezzo” spesso a scapito della qualità e della tradizione culturale. In tal senso il Teatro Massimo Bellini rappresenta un esempio da seguire per le altre istituzioni culturali che vogliano sopravvivere in tali tempi di drastica diminuzione delle risorse.

Un modo efficace di ovviare a ciò potrebbe comportare maggiore attenzione ad una programmazione in vista della Cultura più diffusa aggiungendo qualche simpatico esempio, quasi a “spezzare” le plumbee atmosfere tradizionali e valorizzando anche le “nostre” eccellenze, senza per questo rinchiudersi in un provincialismo esclusivo.

In verità, in futuro si potrebbe aggiungere al già qualitativo Cartellone qualche buona ed innovativa “illuminazione” che possa avvalersi di alcuni aspetti della nostra civiltà artistica, trascorsa e presente che meriti diffusione, quale un melodramma di Pacini, una composizione di Sangiorgi, qualche melodia dei Novissimi, ce ne sono alcuni veramente ispirati….

A consolidare l’ipotesi di come la Cultura etnea oggi, come nel passato, sia tuttora creativa è stata la presentazione del Cartellone della stagione lirica 2013 ad opera del direttore artistico Xu Zhong (nella foto). Una gran folla è stata conferma di ciò in occasione della presentazione della stagione lirica 2013 presso il Foyer del Teatro Massimo Bellini nella mattinata di giovedì 18 ottobre.

A sottolineare la continuità dell’arte in questo teatro catanese ricco di tradizione che ha accolto il meglio della nostra cultura, irradiandola nel mondo (basti pensare le gloriose e storiche storiche presenze della Callas, Pirandello, Verga…), ha contribuito anche l’originale e suggestiva presenza di testimoni d’eccezione quali i manichini di Adalgisa, Norma e Pollione che con statura eroica dominavano la sala disegnata dal Sada addobbati per l’occasione con gli abiti di scena che furono indossati da artisti indimenticabili in stagioni rimaste storiche.

Il programma dell’anno prossimo comprende un capolavoro della lirica di tutti i tempi, come Madama Butterfly, due titoli verdiani (Un ballo in maschera con Marcello Giordani e la Theodossiou; e uno Stiffelio che per la prima volta risuona in Sicilia); un classico del romanticismo come Lucia di Lammermoor, due suggestivi balletti (la Sheherazade del balletto di Stato Russo e la Giselle dell’Opera di Minsk) e poi, graditissima novità, un’operetta, Il Pipistrello di Strauss che è il simbolo stesso della gioia di vivere, della Belle Epoque, della melodia scacciapensieri di cui moltissimi sentivano la mancanza. Per l’occasione, a dirigere la nostra orchestra ci sarà lo stesso direttore artistico Xu Zhong, il coro sarà affidato alle cure di Tiziana Carlini, e gli interpreti saranno tra i più amati dal pubblico.

Ma i dati artistici, già di per sé rilevanti, sono ulteriormente e positivamente affiancati da quelli amministrativi come apprendiamo dalle voce del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli che occupa il vertice dell’Istituzione teatrale, il quale ha sottolineato che la crescita di pubblico, l’entusiasmo che la locandina suscita (tutto esaurito in abbonamento per i concerti) rappresenta una vittoria significativa contro chi voleva «ammazzare il teatro». Difatti non solo il Teatro Bellini di Catania ha riconquistato il favore del pubblico di cui godeva negli anni migliori, ma lo ha accresciuto e nuovamente si affaccia alla ribalta internazionale.

Enzo Zappulla, Commissario straordinario del Teatro ha sottolineato come la mostra storica che attualmente occupa il foyer sia una testimonianza di glorie artistiche che si stanno riproponendo grazie alla sensibilità della cittadinanza che ha fatto segnare il tutto esaurito per la stagione sinfonica e che vorrà impegnarsi per raddoppiare l’en plein con la lirica.

Rita Gari, come Sovrintendente del Massimo, ha voluto condividere il successo delle programmazioni con tutti i lavoratori del teatro che hanno profuso notevole impegno, anche ben oltre l’orario, mentre gli artisti hanno rinunciato ai consueti cachet e il pubblico etneo, da parte sua, ha generosamente sottoscritto gli abbonamenti nonostante i tempi difficili.

Dulcis in fundo il direttore artistico Xu Zhong ha preannunciato importanti collaborazioni con istituzioni prestigiose di Slovenia, Lipsia, Pechino e ovviamente della sua Shanghai di cui egli medesimo dirige il centro internazionale di arti, annunciando, tra l’altro, un concorso vocale destinato a portare Bellini nel mondo.

Era presente in sala anche Michele Mirabella, regista acclamato di riuscite edizioni di opere liriche (tra poco debutterà qui a Catania con L’Italiana in Algeri) e, in attesa che l’anno prossimo aggiunga la sua originale verve al già frizzante Pipistrello viennese, ha dato saggio estemporaneo del suo humour, osservando che dietro la sala, a fare da sfondo alla statua di Bellini, si intravvede dalla vetrata la minacciosa scritta “Palazzo delle Finanze”.

Ma, per fortuna, tra le minacce finanziarie e il teatro c’è un vasto spazio di catanesi che sono pronti a sostenere, non solo a parole, la gloria di Bellini.