Una nuova economia è possibile: alla scoperta di Sicanex

La crisi economica che l’intera Europa sta vivendo in questi anni deve necessariamente portare ad una profonda riflessione sulla gestione dei mercati finanziari e sull’andamento dell’economia locale. Pochi lo sanno, ma in più parti del continente si stanno sperimentando nuove forme di economia, legate alla creazione di monete complementari all’interno di circuiti commerciali.

Una delle realtà più interessanti è nata proprio in Sicilia: il suo nome è Sicanex e per comprendere come funziona abbiamo incontrato l’ideatore di questo sistema, Andrea Seminara.

Che cos’è Sicanex e a cosa è ispirato?

«Sicanex è un circuito di credito commerciale, all’interno del quale aziende e professionisti si associano per scambiare beni e servizi tramite una moneta complementare, il “Sicanex” appunto. È stato lanciato nel maggio di quest’anno ed è pienamente operativo da settembre. L’ispirazione è nata da alcune esperienze già consolidate, quali il Wir in Svizzera, che dal 1934 è un sistema indipendente di valuta complementare al franco svizzero ed oggi conta oltre 60.000 imprese; il Res in Belgio; e soprattutto Sardex, nato tre anni fa in Sardegna e con cui siamo partner».

Come funziona in concreto?

«Nessun’azienda lavora al 100% delle potenzialità, vi sono tempi morti, prodotti non smerciati. Si tratta di un potenziale che l’impresa non riesce ad immettere sul mercato tradizionale e che comporta comunque delle spese; ciò che proponiamo è di mettere a disposizione del circuito tali beni e servizi, in modo da scambiarli con quelli di altre aziende. I beni vengono pagati con moneta virtuale, il Sicanex (1 Sicanex = 1 euro), che in pratica sono crediti che vengono acquisiti dall’azienda venditrice, la quale a sua volta potrà spenderli nell’acquisto di materie prime o altri prodotti da altre aziende del circuito».

Può farci un esempio?

«Se un ristorante non riesce a riempire tutti i tavoli, paga comunque i costi legati ad elettricità, pulizia, ecc.; pertanto ha tutto l’interesse a riempire tali tavoli, mettendoli a disposizione delle altre imprese del circuito, guadagnando moneta Sicanex che potrà riutilizzare per l’acquisto di altri beni (come alimenti, tovaglie) da altre aziende associate. Peraltro pagare un bene con i proventi di una vendita aggiuntiva comporta un innegabile vantaggio poiché tale acquisto lo si effettua al solo costo marginale. Si tratta, insomma, della possibilità per le imprese di farsi credito, riducendo la propria esposizione bancaria e sostenendosi reciprocamente, all’interno di un sistema ad interessi o per un anno (è questo il tempo che si ha per rientrare da un eventuale debito nei confronti del circuito). Il tutto, ovviamente, tenuto insieme da un intenso rapporto fiduciario. Il guadagno, in pratica, è un risparmio!».

Qual è il volume dei traffici commerciali di ciascuna azienda?

«Il volume commerciale varia da azienda ad azienda: c’è chi vuole aumentare il suo fatturato del 5%, chi del 7%. Ovviamente più si è attivi, maggiore è la flessibilità fiduciaria nella concessione del massimale di scoperto. È importante sottolineare che non si tratta di un sistema sostitutivo a quello tradizionale, ma di una moneta complementare all’euro, che aggiunge volumi di scambi commerciali a quelli che ciascuna azienda realizza esternamente al circuito».

Quali sono i vantaggi per chi entra a far parte di Sicanex?

«Innanzitutto, come detto, la possibilità di accedere ad affidamenti a tasso 0: per ripagare gli acquisti bisognerà effettuare vendite per lo stesso importo entro un anno. Inoltre si immettono sul mercato scorte di prodotti che sarebbero invendute. Ciascuna azienda, tra l’altro, acquisisce visibilità, viene favorita nel marketing ed entra in contatto con le altre imprese. Infine, il progetto è territoriale, dunque la ricchezza rimane in Sicilia: questo comporta un’economia a km 0 che può sollecitare incredibilmente l’intero sistema commerciale locale».

Qual è il ruolo degli addetti del circuito in questo sistema?

«Il nostro ruolo – spiegano Antonio Brogna e Davide Di Paola, due dei responsabili del circuito – è innanzitutto quello di coadiuvare e mettere in contatto le aziende: siamo degli intermediari, dei broker, che ascoltano le richieste delle aziende e forniscono assistenza nell’uso degli strumenti e preventivi selezionati all’interno del circuito. Oltre a controllare ogni scambio interno, l’attività è anche quella di analizzare attentamente e scrupolosamente le richieste di adesione, con controlli capillari al fine di valutare le credenziali di ogni azienda e l’appetibilità per il circuito, in modo da garantire il rapporto fiduciario».

Come fa il circuito a difendersi da speculazioni ed interessi malavitosi?

«La mafia e la criminalità organizzata hanno poco interesse ad agire nel circuito, per la mancanza di denaro liquido. In ogni caso il circuito è caratterizzato da assoluta trasparenza ed è in partnership con le associazioni antiracket come Asaec o Addiopizzo. La minaccia delle speculazioni è fronteggiata dalla selezione scrupolosa delle aziende al momento dell’ingresso ed inoltre ogni movimento finanziario è tracciato: Sicanex, in tal senso, è un ostacolo al mercato nero, anzi ne è il nemico numero uno».

Chi fa parte in questo momento di Sicanex?

«Ad oggi le aziende iscritte ed operative, cioè dotate di un conto all’interno del circuito, sono circa 40; vi sono officine, agenzie viaggio, agenzie di comunicazione, imprese di trasporti, ristoranti, avvocati, commercialisti, produttori di materie prime, impiantisti. Inoltre abbiamo al vaglio un centinaio di richieste di adesione».

Come si conoscono tra loro le imprese e come possono essere conosciute all’esterno?

«All’interno del circuito vengono organizzati periodicamente meeting ed incontri, in cui le aziende si conoscono, generando nuovi affari, anche se normalmente operano online attraverso il sistema transazionale a loro dedicato; all’esterno, per ragioni di sicurezza, al momento non è conoscibile la lista delle imprese, ma a breve, in occasione di un’agorà pubblica, anche il mondo esterno potrà toccare con mano la realtà di Sicanex e delle loro aziende».