Quei "bastardi" che hanno ammazzato i cani all'Ikea

Gli angoscianti video dell’agonia dei cani dell’Ikea stanno facendo in queste ore il giro del web; probabilmente molti dei lettori conosceranno già la vicenda, ma in ogni caso ricostruiamola brevemente.

Lo scorso giovedì 22 novembre, intorno alle ore 21, una telefonata ha avvertito i responsabili dell’associazione animalista “L’Altra Zampa” della presenza di alcuni cani avvelenati nel parcheggio del negozio Ikea nella zona industriale di Catania. Giunti sul posto, i ragazzi dell’associazione si sono trovati davanti ad una scena raccapricciante: tre dei quattro randagi che abitualmente stazionavano in quel luogo (e che la stessa associazione aveva in cura) erano in agonia; nei dintorni sono state trovate alcune vaschette con mangime avvelenato. Subito soccorsi e trasportati all’Asp veterinaria, dove gli sono state sottoposte tutte le cure del caso, due dei tre cani sono morti nelle ore successive, tra atroci sofferenze.

Da noi contattato telefonicamente, il presidente de “L’Altra Zampa” Linda Strazzeri ci ha spiegato che «La situazione dei randagi era già nota da mesi e che in questo periodo l’associazione ha fatto di tutto per trovare una casa ad una decina di cani che stazionavano nella zona».

Nel racconto e nella voce dell’intervistata si percepiva, oltre allo sdegno per il fatto in sé, anche la rabbia per la scarsa efficienza delle istituzioni locali: “Spesso, quando qualcuno avverte la polizia municipale della presenza di randagi, loro chiamano noi. Dovrebbe essere il contrario, dovremmo essere noi a richiedere il supporto dell’amministrazione comunale e delle forze di polizia per aiutare i cani in difficoltà e toglierli dalla strada!”

Sul web, intanto, prosegue incessante il tam-tam delle accuse verso i responsabili dell’Ikea (rei, secondo molti dei navigatori del web, di aver piazzato il veleno per disfarsi degli animali che stazionavano nel parcheggio, disturbando la clientela), mentre l’associazione ha già sporto denuncia alle autorità competenti per tentare di scovare i responsabili, anche grazie alle registrazioni delle telecamere del parcheggio.

Le accuse contro Ikea appaiono comunque pretestuose e infondate perché Ikea Italia, con una nota apparsa sulla propria pagina Facebook, si è dichiarata ampiamente disposta a collaborare ed ha anche denunciato l’inattività delle istituzioni cui era già stata più volte segnalata la presenza dei cani (qui il comunicato completo).

A seguito dell’accaduto, nel frattempo, è stata organizzata una manifestazione di protesta: su Facebook è stato creato l’evento “Manifestiamo contro le mani maledette che hanno avvelenato i cani dell’Ikea!”, con un sit-in di protesta previsto per giorno 2 dicembre alle 10 nel luogo dell’accaduto.

I due cani sopravvissuti (nella foto, tratta dalla pagina dell’associazione) non verranno rimessi in strada: Alive, il cane che non ha ingerito il veleno, è già stato adottato; la femmina nera, invece, è ancora sotto osservazione ed è accolta nel ricovero dell’associazione animalista “Nova E.N.T.R.A.”. Si cerca qualcuno che possa adottarla, insieme ai tanti altri ospiti a quattro zampe della struttura.

Video (immagini forti): 123.

[Si ringrazia Linda Strazzeri per la disponibilità e tutti coloro che si sono adoperati per salvare la vita a questi cani dall’ignobile stupidità umana.]