Ad Aciplatani, frazione di Acireale, c'è la Sfilata storica dei Re Magi a Cavallo

Natale_cataniaLa “Sfilata storica dei Re Magi a cavallo”, si svolge ogni anno ad Aci Platani (frazione del Comune di Acireale in provincia di Catania), il 6 gennaio, festa dell’Epifania, con inizio alle ore 9.30. La manifestazione, nata alla fine degli anni ottanta, grazie all’Associazione Culturale Mons. A. Calabretta, che ne cura l’organizzazione, ha segnato, negli ultimi anni, una considerevole crescita, affermandosi come una delle più importanti manifestazioni natalizie presenti nel territorio acese. Approfondisci

La voce degli spalti 2012 / 09 – Catania-Sampdoria 3-1 «25 in anticipo»

20121216_16020817a giornata, al Massimino arriva la Sampdoria di Ciro Ferrara. Il Catania, dopo l’importante vittoria a Siena ed il doppio passaggio di turno in Coppa Italia, può consolidarsi nella parte sinistra della classifica.

Circa 14mila le presenze allo stadio: in un angolo della tribuna B si accomodano circa 300 ragazzi delle giovanili blucerchiate, mentre nel settore ospiti è presente una sparuta rappresentanza di ultras liguri. Il resto dello dello stadio è dipinto di rossazzurro. In Curva Sud un gruppetto di tifosi ha preparato due simpatici striscioni sulla ormai storica vicenda di Catania-Juventus.

Il prepartita è condito dalle solite battute da stadio; ci sono anche i Babbo Natale che lanciano caramelle sugli spalti. Ci si diverte in amarcord rossazzurri con l’amico Antonio Monforte (tifoso storico rossazzurro ed autore di diverse canzoni sul Catania), ricordando partite di tempi ormai lontani, di quando “c’era la Tribuna C con le gradinate in legno” e “la gente era arrampicata pure sulle ringhiere per vedere una partita di serie C”.

Inizia la gara, con i rossazzurri spinti subito all’attaco dagli ultras delle due curve. Alcune ghiotte occasioni per gli etnei, che in questo primo tempo attaccano sotto la Nord, ma non riescono a trovare la via del gol. Anzi, a metà primo tempo, arriva il colpo di scena: errore della retroguardia catanese, fallo di Legrottaglie e calcio di rigore. Non bastano i fischi assordanti del Cibali: Maresca spiazza Andujar portando avanti i doriani.

Il Catania reagisce, poco dopo Bergessio vola in aria su un’uscita a vuoto del portiere avversario: per l’arbitro è tutto regolare, ma il pubblico esplode e gli ultimi 5 minuti del primo tempo si giocano sotto una pioggia di fischi rivolti all’uomo in giacchetta nera (“pari na siccia, stasira pasta ccò niuru”, sdrammatizza un tifoso). Finisce così la prima frazione.

Nella ripresa è subito un vortice di emozioni; i rossazzurri premono alla ricerca del pareggio. Dopo alcuni minuti, su una palla sporca, Bergessio “spizza” di testa al limite dell’area, arriva Paglialunga, destro al volo, palo-GOOOL!!!!! Segna proprio il giocatore più inaspettato (subentrato all’infortunato Salifu nel primo tempo)… Stefania Sberna si sgola al microfono, gridando il nome del marcatore, ma P A G L I A L U N G A è davvero troppo lungo da pronunciare all’unisono da tutto lo stadio! Bisogna trovargli un nome più corto, qualora dovesse prendere il vizio del gol!

20121216_160156I rossazzurri continuano a premere. Marchese crossa una bella palla dal fondo, stacco di Bergessio e palla che sfonda la rete… esplode il Cibali!!! 2-1, lo stadio è una bolgia. “Gonzalo si ‘u nummuru unuuuu!!! Speriamo ca non c’ù vinnemu a qualche big… ” (euforia da rimonta con conseguenti paure legate al calciomercato).

Castro batte un calcio d’angolo (su concessione straordinaria di Ciccio Lodi) ed il pubblico lo acclama mentre si avvicina alla bandierina. Il vicino di posto – forse lo ricorderete – lo chiama “Pippo Castru”, ma al coro “Pippo, Pippo” l’argentino ovviamente non risponde: “E cchi è suddu?”, “No, bestia: si chiama Lucas!”. In ogni caso, la spinta degli spettatori catanesi gli è servita: al 90′ proprio Castro firma il 3-1, chiudendo definitivamente la gara. Iniziano cori di scherno verso i tifosi doriani (acerrimi rivali dei genoani, gemellati con i catanesi), che guadagnano mestamente l’uscita. Il pubblico etneo, invece, aspetta che i giocatori rossazzurri corrano sotto la curva a festeggiare questo ennesimo successo, che vale l’ottavo posto in solitaria.

“25 in anticipo” era il gioco di parole odierno nel magazine ufficiale del Calcio Catania, auspicando una vittoria che potesse proiettare i rossazzurri a 25 punti, alla vigilia delle vacanze natalizie. Così è stato… e dunque: Buon Natale rossazzurro ed arrivederci all’anno nuovo, per la gara contro il Torino!

La voce degli spalti 2012 / 08 – Catania-Milan 1-3 A che serve protestare?

Dopo la batosta nel derby di sabato scorso, il Catania torna al “Massimino” per l’anticipo della 15agiornata. È venerdì (capolavori del calcio moderno!) ed arriva un lanciatissimo Milan.

La prevendita è andata un po’ a rilento nel corso della settimana, ma alla fine lo stadio è pressoché esaurito, ad eccezione del settore ospiti dove sono solo un migliaio i rossoneri, provenienti principalmente da Ragusa, Caltagirone, Comiso e dall’ennese.

Tifo caldo, serata fredda. La curva Nord si riempie lentamente; è un’esplosione di colori e c’è anche il tamburo a scandire il ritmo dei cori. Un grande striscione sulla vetrata recita: “Sudare la maglia fino all’ultimo respiro”. Presente anche il nuovo striscione della “Cumacca Etnea”. Carichi come sempre i ragazzi della Sud.

Cori di sfottò da una parte e dall’altra accompagnano il pre-partita, finché le squadre non fanno il loro ingresso in campo in uno stadio che è una bolgia. Nel Catania manca Gomez, lo sostituisce l’ormai rinominato “Pippo” Castro. Eccezionalmente, i rossazzurri nella prima frazione attaccheranno verso la porta lato curva Nord.

La gara inizia bene, Andujar fa una bella parata su Boateng. All’11’ Lodi batte un calcio d’angolo, palla a spiovere, stacco imperioso di Legrottaglie che sfonda la rete… GOOOOLLLLL!!!!! Esplode il Cibali! Applausi scroscianti per il numero 6 rossazzurro, ormai pilastro di questa squadra. Tra i più entusiasti c’è il simpatico tifoso in curva Sud con lo striscione “Amico Nicola”.

La partita si mette sul binario giusto, il Catania amministra ed il Milan fa fatica a rendersi pericoloso. Sugli spalti ci si immagina l’ira di Galliani, qualcuno addirittura ritiene di scorgerlo in tribuna vip: «Talìa, si viri sulu a so tigna! Pari u faru Biscari!»

Finisce il primo tempo, tra gli applausi di gradimento del pubblico etneo. Il problema è resistere immobili per 15 minuti a questo freddo incredibile, piombato su Catania in meno di 24 ore e che ha imbiancato l’Etna, appena visibile dietro il settore ospiti, illuminata dalla luna.

Per fortuna inizia il secondo tempo prima che alcuni vicini di posto vadano in ibernazione. Ed in campo si trovano subito le ragioni per scaldarsi: Barrientos, già ammonito per una simulazione, si fa espellere per un inutile fallo a centrocampo. Pubblico esterrefatto, fischi verso il centrocampista che, francamente, adesso ha davvero molto da rimproverarsi.

La gara cambia radicalmente; passano una manciata di minuti ed El Shaarawy insacca in rete il gol del pareggio, in un Massimino travolto dal boato del settore ospiti. Inizia un tam-tam di messaggi da casa: non ci si può credere, era fuorigioco!!! Ancora! A sfavore del Catania! La tribuna B si alza in piedi, inizia una pañolada spontanea ed un lungo coro «Vergogna, vergogna». I tifosi del club “Angelo Massimino” e del club “CataniaMania” rimuovono gli striscioni in segno di protesta. E nel frattempo arriva anche la doccia fredda del vantaggio milanista: gran gol di Boateng, giù il cappello stavolta!

Mancano 25 minuti, ma il Catania non riesce a reagire; anzi, non riesce proprio a toccare palla. Il Milan sfiora più volte il gol. Entrano Bellusci, Paglialunga e Doukara. «’nchia, Paglialunga! Me l’ero scordato ca joca ancora ccò Catania!» dice il mio vicino di posto.

Ci si avvia mestamente alla conclusione della gara, e dire che in fondo è solo uno il gol di svantaggio. Al 90’ Boateng rifila un calcione a Castro e finisce anch’egli sotto la doccia in anticipo: ci si aspetta un Catania all’arrembaggio per gli ultimi minuti di recupero, invece è il Milan a chiudere la gara, con un gran gol di un sublime El Sharaawy.

Finisce così, 1-3. Uscendo dallo stadio il pubblico riconosce, sportivamente, il talento del giovane attaccante milanista: «Il miglior giocatore visto fin qui al Massimino quest’anno!» Critiche e rabbia nei confronti di Barrientos: «Si nn’a gghiri!», «Tunnaticcillu in Argentina cu l’interessi!» E contestazioni all’arbitro: «È diventato inutile giocare con quelle tre squadre: cambiano i colori, ma la sostanza è sempre quella!»

A dicembre ci sarà una sola gara in casa, contro la Sampdoria tra due settimane. Nel frattempo, martedì arriva il Cittadella per la Coppa Italia. La classifica resta bella, ma serve una scossa. E più rispetto per chi va allo stadio, da parte di tutti. Alla prossima!