Vuoi risparmiare con il tuo cellulare? Scegli il pacchetto telefonico secondo le tue esigenze

squillaIn questo periodo i gestori telefonici stanno lanciando nuove promozioni ogni settimana, dando vita ad una vera e propria “gara dei prezzi” attraverso nuovi pacchetti in cui sono inclusi minuti, chiamate e internet mobile. Questa è la direzione nel mercato della telefonia mobile in Italia perché consente al gestore telefonico di incassare immediatamente il canone settimanale o mensile dal proprio consumatore.

Come sappiamo con la legge n.40/2007 (conosciuta come Decreto Bersani) il credito residuo ricaricato dal consumatore, se non viene utilizzato, non appartiene al gestore telefonico. In pratica il gestore telefonico incassa immediatamente il denaro ma resta obbligato a fornire il servizio: l’effettivo incasso avverrà solo quando l’utente avrà completamente usufruito dei servizi per cui ha semplicemente anticipato il pagamento. Per questo motivo negli ultimi anni abbiamo visto un vertiginoso aumento delle offerte di pacchetti di minuti, messaggi ed internet mobile ed un aumento delle tariffe base. Approfondisci

Eruzione dell'Etna, chiesto lo stato di calamità. Il sindaco di Acireale accusa la Protezione Civile

etna_cenereDopo l’eruzione di sabato scorso, l’ottava e più potente dell’anno secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i comuni della zona sud-orientale della provincia fanno la conta dei danni. Cenere e lapilli hanno ricoperto i paesi pedemontani e della costa ionica, creando enormi disagi. A Zafferana Etnea ed a Santa Venerina si è formata una coltre di 10 centimetri.

Nella notte tra sabato e domenica un incidente autonomo lungo l’autostrada Catania-Messina ha provocato la morte di un giovane di 26 anni ed il ferimento di altri tre. Secondo i primi accertamenti, il ragazzo alla guida di una BMW su cui viaggiavano anche gli altri ragazzi avrebbe perso il controllo del veicolo, probabilmente a causa della cenere vulcanica presente sul manto stradale, sbandando e finendo nella corsia opposta. Approfondisci

La voce degli spalti 2012 / 15 – Catania-Udinese 3-1 Torna l'entusiasmo

Catania-UdineseDopo la batosta contro l’Inter e la sconfitta al 92° allo Juventus Stadium, il Catania ritrova l’abbraccio dei suoi tifosi per provare a riprendere il cammino entusiasmante che ha contraddistinto questo campionato.

Al “Massimino”, nel primo anticipo della 29.ma giornata, arriva l’Udinese, staccata in classifica di appena un punto. Il pubblico catanese risponde abbastanza bene, con circa 14.000 spettatori a riempire l’impianto di piazza Spedini. In tribuna B sono presenti 300 ragazzi delle scuole catanesi, invitati dalla società, mentre in curva Sud si fanno sentire i numerosi bambini della scuola calcio “La Meridiana”. Pochissimi i friulani al seguito (appena una ventina), sistemati in un settore ospiti che è davvero troppo grande rispetto al numero medio di spettatori che lo riempiono durante la stagione.

L’Etna in eruzione è coperta da nuvoloni che minacciano pioggia; a pochi minuti dall’inizio del match partono i primi cori delle due curve. Dopo i rituali saluti, i capitani delle due squadre leggono un messaggio al microfono in occasione della giornata contro il razzismo.

Inizia la gara, con il Catania che attacca eccezionalmente nel primo tempo lato Curva Nord. I rossazzurri partono bene, ma il 4-4-1-1 disegnato da Maran fa fatica a pungere; prive dei rispettivi bomber, le due squadre si confrontano prevalentemente a centrocampo.

Un paio di azioni provocano qualche sussulto sugli spalti, con l’occasione principale che capita sui piedi di Castro, che però “ciabatta” addosso al portiere.

Si va negli spogliatoi con qualche fischio che piove dalle tribune: finora lo spettacolo è stato latitante. Nell’intervallo si parla del Palermo, delle partite delle italiane in Europa e soprattutto dell’affascinante amichevole di beneficienza di sabato prossimo che vedrà al “Cibali” il Catania contro le “vecchie glorie” rossazzurre. Tra gli argomenti “caldi” anche le elezioni del papa e dei presidenti delle due Camere.

Inizia il secondo tempo e, mentre Bergessio viene mandato a scaldarsi, acclamato dal pubblico, il Catania si riposiziona col 4-3-3. Col modulo nuovo la musica cambia e dopo una manciata di minuti Barrientos serve Gomez: triangolazione con Castro al limite dell’area, tiro a porta vuota, GOOOOOLLLL!! 1-0!! Gran gol del Papu su una bella azione corale dell’attacco rossazzurro.

La partita si scalda, soprattutto in panchina dove a farne le spese è Potenza, espulso per proteste. «’inchia Potenza, non jochi ri na vita e c’a facisti ‘u stissu a fariti ittari fora!» Anche Guidolin fa il diavolo a quattro, facendo rumoreggiare il pubblico.

In campo il Catania continua a premere. Castro con un gran giocata salta un avversario, rientra sulla sinistra, serve in profondità Barrientos, cross dal fondo, stacco di testa di Gomez, GOOOOOOOOOOOOL!!!!!

2-0! Doppietta del Papu! «Ma comu fici a signari di testa, ca jè n’metru e sughi ’i frutta?!» ci si domanda scherzando felici sugli spalti. Pubblico in festa, tutto lo stadio canta “Salta con noi Guidolin” ed il tecnico friulano si accomoda mestamente in panchina.

StriscioneIntanto in Curva Nord viene esposto uno striscione dagli ultras: “Un ideale che ci lega per una passione che non si piega”.

Dopo poco, punizione da buona posizione per il Catania. Sul pallone va Ciccio Lodi: tiro a giro, tocco della barriera, Brkic spiazzato, GOOOOOOOOOOOL!!!!!!!!!! 3-0! Gara messa in cassaforte! Bandiere al vento ed applausi scroscianti per i rossazzurri.

La partita a questo punto è finita, anche se da una papera di Marchese e Bellusci arriva il gol della bandiera di Muriel. Poco male. Gli ultimi minuti sono dedicati ai cori ed alle risate tra vicini di posto. Sempre nella Nord compare un altro messaggio: “Ciao Nonno Melo”.

Entrano Biagianti, Doukara e Keko, ma non succede più nulla. Arriva il triplice fischio di De Marco ed il boato del pubblico. Con 45 punti ed in attesa delle gare della domenica, il Catania si godrà queste due settimane preparando al meglio l’importantissima sfida della vigilia di Pasqua all’Olimpico contro la Lazio. Sarà pure l’occasione per salutare il nuovo papa, anche se, come recita uno striscione in curva, noi già a Catania “Habemus Papu”!

Alla prossima!

La voce degli spalti 2012 / 14 – Catania-Inter 2-3 Due facce

Curva SudL’atmosfera è quella delle grandissime occasioni, il Cibali è tutto esaurito ed in città si vive quell’atmosfera unica delle partite storiche. Il Catania si gioca qualcosa di importante contro l’Inter di Stramaccioni.

Lo stadio è gremito fino all’inverosimile. Sulla vetrata della Nord si legge “Un mito nella storia, onore a Massimino”, mentre nella Sud “Fianco a fianco verso l’Europa”. Tanti striscioni sugli spalti, tra cui un “Allerta Sicilia occidentale: temperatura -22”, in riferimento ai punti di distacco del Palermo.

Il prepartita è scandito dalla musica diffusa dagli altoparlanti della tribuna A (era ora!). Il Catania viene accolto con cori incessanti, mentre l’Inter con fischi assordanti.  Da segnalare, nel clima di festa, un ricordo particolare: uno striscione in tribuna B saluta Salvatore Crisafulli, il catanese che anni fa si era risvegliato dal coma e che ci ha lasciati nei giorni scorsi.

001All’ingresso delle squadre in campo lo stadio è una bolgia. Bella coreografia rossazzurra della tribuna B (anche se con scritta “Catania” non proprio leggibile), in Curva Sud fumogeni rossazzurri e palloncini, nella Nord un grande striscione recita: “Tentare si può… vincere pure! Avanti Catania, regalaci un sogno”. I 500 interisti nel settore ospiti rispondono con bandierine crociate.

Cori incessanti, le curve sono tornate quelle di un tempo, calde, colorate, instancabili. Gli undici in campo sentono l’atmosfera e partono alla grande. Bergessio lotta su un pallone a fondo campo, salta Juan Jesus, rientra su destro, tiro… GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!!! Crolla il Massimino! Siamo al 7’ e siamo già in vantaggio!!!!

Lo stadio si carica ancor di più, ventimila cuori dentro il rettangolo verde. Siamo al 19’, Lodi batte un punizione dalla trequarti da posizione centrale. Spiovente in area, testa di Marchese, palla che scavalca il portiere e si adagia in rete… GOOOOOOOOOOLLL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 2-0! 2-0! 2-0! Incredibile! Il pubblico è in estasi!

Il Catania continua a giocare alla grande, l’Inter è al tappeto, non c’è storia in campo. Dopo altre due occasioni sprecate, si chiude il primo tempo: applausi scroscianti di tutto il pubblico.

Nell’intervallo si riscalda Palacio, è scontato che Stramaccioni voglia cambiare qualcosa. Sugli spalti si prova a prendere un po’ di fiato, finora è stata una partita pazzesca. Un tifoso grida: «Moratti! Apriti un tabacchino che è meglio!»

003Inizia il secondo tempo. Dopo una manciata di minuti Bergessio si presenta a tu per tu con Handanovic, che para il tiro del numero 9 etneo; pubblico con le mani sui capelli. «Si devono segnare questi gol, perché se no si pagano»

E infatti… Rolin si perde Palacio, cross in mezzo, testa di Ricky Alvarez e gol: 2-1. Il pubblico applaude, provando a scuotere i rossazzurri; ma adesso è l’Inter ad avere il pallino del gioco, il Catania sembra stanco e soprattutto spaventato.

Dopo un po’ arriva la doccia fredda: su un cross dalla sinistra, la difesa si perde ancora Palacio, che insacca di testa: 2-2!

L’Inter non si accontenta, il Catania sembra ko. I nerazzurri sfiorano il gol con Schelotto, Palacio e Cambiasso, gli etnei fanno poco per impensierire gli avversari. La partita è tesa, non mancano alcuni battibecchi e cartellini gialli.

Bergonzi assegna 4 minuti di recupero; su un anticipo a centrocampo Spolli si allunga incredibilmente il pallone, innescando il contropiede dell’Inter. La palla arriva a Cambiasso, il quale dentro l’area piccola mette a sedere lo stesso Spolli, serve indietro per Palacio che di piatto sigla il sorpasso: 2-3!

Cala il gelo, lo stadio è ammutolito, incredulo. Dopo meno di due minuti l’arbitro decreta la fine della gara. I 500 interisti esultano, gli altri 20.000, dopo un po’ di indecisione, iniziano ad applaudire i rossazzurri.

Peccato, peccato davvero. Dopo quel primo tempo era difficile prevedere un simile patatrac. Ma in tanti ringraziano comunque il Catania, che mestamente saluta il pubblico. Le curve intonano “Siamo sempre con voi”.

Uscendo dallo stadio, il silenzio è surreale. Qualcuno azzarda un commento, perlopiù sconclusionato: «Sa vinneru», «È tutto compromesso», «Doveva fare dei cambi prima», e via dicendo.

Noi la pensiamo così: le partite durano 90 minuti, ed oggi ne abbiamo avuto la conferma. Ma, allo stesso modo, il campionato dura 38 partite, ed ancora ne manca quasi un terzo. L’amarezza è tanta, ma è legata a questa partita; si è persa una gara importante, ma questa squadra ha dimostrato di sapersi rialzare ed in fondo sono solo 3 punti dal sesto posto e 5 dal quinto.

Vorremmo chiudere sottolineando il gesto di un immenso campione: Zanetti, sabato, appena atterrato a Fontanarossa, ha preso un’auto ed è corso al Policlinico per far visita ad un bambino che dev’essere operato. Dopo avergli regalato la sciarpa, ha preso l’album Panini del bambino dicendo: “Questo lo prendo io, domani lo riavrai con tutte le firme dei giocatori dell’Inter. Finché non saranno tutte non si scende in campo”. Nient’altro da aggiungere.

Alla prossima in casa, Catania-Udinese.

(foto di Filippo Galtieri)