Alla scoperta di Reclog, il nuovo social voice tutto siciliano

Reclog 3Il web è ormai parte integrante della vita quotidiana; emozioni ed esperienze vengono condivise continuamente attraverso i social network che permettono di interagire in tempo reale con amici e conoscenti.

Negli ultimi anni si stanno moltiplicando le “app” che permettono la condivisione di foto, video, audio tramite internet. Nel maggio di quest’anno, proprio dalla Sicilia, è stata lanciata nel mondo telematico una nuova applicazione, Reclog, che ha la particolarità di unire foto e audio in un connubio originale. Ne abbiamo parlato con Giovanni Cantamessa, uno dei creatori.

– Perché l’utente dovrebbe preferire un sistema foto-audio ad un normale video o ad una normale fotografia?

«Abbiamo pensato di usare un sistema foto-audio per un motivo ben preciso: superare il senso di smarrimento che l’utente prova nel vedere un post su internet. Come si fa a capire quale post audio è interessante e quale invece no? Si dovrebbe prima ascoltarlo. Reclog risolve questo problema: ascolto solo se l’elemento grafico mi attrae.

Tra l’altro non sempre si vuole registrare un video di quello che si sta facendo. Immagina di essere ad un concerto e dover stare con la mano ferma per fare un video con lo smartphone: verrebbe fuori un filmato traballante identico a milioni che già esistono su YouTube. La praticità di fare una foto con Reclog è proprio questa: immortali quello che vuoi e ne registri l’audio, e in più puoi condividerlo veramente in una manciata di secondi. Risfogliando le vecchie foto potrai così ascoltare l’atmosfera del momento in cui l’hai scattata. Pensa all’immagine di un panorama ed ai suoni della natura circostante: è come reimmergersi in quel contesto!»

– Quando è nata l’idea e chi sono gli artefici di questo progetto?

«L’idea di Reclog è nata nel 2011 dalla mente di Biagio Teseo, grafico freelance. Il progetto originale si chiamava Recandshare ed era molto diverso da adesso, una specie di Twitter vocale, che però non risolveva il problema di partenza. Io sono entrato nel progetto nel 2012 ed ho portato il progetto verso l’attuale direzione foto+audio. Alla fine del 2012 sono entrati nel gruppo Giuseppe Nucifora e Salvo Pappalardo, sviluppatori rispettivamente iOS e Server-Side. Infine a marzo 2013 si è unito a noi Mario Nolassi, dottorando in informatica all’università di Catania.»

Reclog– Siete un team di persone relativamente giovani e tutte siciliane: quali sono gli stimoli e le difficoltà che incontrate? Quanto è difficile non soltanto implementare, ma persino credere fino in fondo in un proprio progetto nella situazione economica attuale?

«È vero, siamo tutti siciliani, la nostra età oscilla tra i miei 25 anni ed i 45 di Biagio (che in realtà ha l’età biologica di un ragazzino di 16 anni). Gli stimoli sono tanti, le difficoltà tantissime. È sempre bello mettersi in gioco con qualcosa di tuo, ma credere in un progetto del genere, in un momento storico come questo, è una bella scommessa: probabilmente la motivazione non sarebbe stata uguale se non ci fosse stato Working Capital, il programma di Telecom Italia guidato da Salvo Mizzi che raccoglie le migliori idee imprenditoriali in Italia e le supporta con grant di ricerca per farle emergere. Finora ha ricevuto oltre 4000 proposte ed ha citato Reclog come uno dei progetti di eccellenza, premiandolo l’anno scorso con 25.000 euro.»

– Qual è lo stato attuale del progetto e come è possibile usufruirne?

«Il progetto attualmente è sullo store di Apple ed è offerto con Tim. È disponibile per iOS, mentre per Android c’è ancora da aspettare. Reclog è gratuito perché pensiamo che la gente non debba mai pagare per immortale i propri stati d’animo.»

– Il mercato in cui vi siete imbattuti è certamente agguerrito: qual è il rapporto con i competitor e l’impatto che ha avuto finora sul pubblico?

«Come in ogni mercato esistono dei competitor che fanno cose simili alle nostre. Ai tempi dell’esplosione mediatica di Instagram, ad esempio, esistevano già dei competitor che facevano la stessa cosa e spesso erano più completi ed immediati. Ma nel marketing si dice spesso “ciò di cui non si parla non esiste”. I nostri competitor sono presenti sul mercato, ma nessuno di loro è riuscito a fare il salto di qualità: pare che il mondo dei social voice sia in attesa della big thing che si imponga come paradigma nella comunicazione emozionale. È vero, noi siamo arrivati solo a maggio, ma l’idea è in lavorazione dal 2011: abbiamo avuto un brutto time to market, ma siamo certi di poter recuperare il gap. Beh, noi speriamo che la prossima big thing sia appunto Reclog!»