"Non c'è Nord senza Sud", la questione meridionale è ancora attualissima

La “questione meridionale” è stata al centro della conferenza-dibattito tenutasi nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Politiche di via Gravina a Catania dal titolo “Dall’associazionismo alla società civile: dalle analisi alle proposte”, organizzata dal Lions Club, dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania, e dal Teatro Stabile Catania.

L’incontro è stato introdotto “in versi” dal regista Ezio Donato che ha duettato con l’attore catanese Pippo Pattavina, nei panni del principe di Salina, facendo entrare subito in argomento l’uditorio, con un appassionante brano tratto dal Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Ad aprire i lavori è stato il direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Giuseppe Vecchio. La sociologa dell’Università di Catania Rita Palidda, ha coordinato e presentato i capisaldi su cui si fonda la nuova fatica letteraria “Non c’è Nord senza Sud. Perché la crescita dell’Italia si decide nel Mezzogiorno” del sociologo Carlo Trigilia, uno dei più attenti conoscitori del nostro Sud, docente di Sociologia economica nella Facoltà di Scienze politiche «Cesare Alfieri» dell’Università di Firenze, dove dirige il Centro europeo di studi sullo sviluppo locale e regionale.

Tra l’altro, proprio dalle articolate valutazioni contenute nel volume dell’accademico fiorentino hanno preso spunto la riflessione e il dibattito. Insieme a Trigilia hanno dato il loro contributo Lea D’Antone dell’Università La Sapienza di Roma e il direttore del Teatro Stabile di Catania, Giuseppe Dipasquale.

Le conclusioni sono state affidate ad Antonio Pogliese, Governatore del Distretto Lions.

«La soluzione della “questione meridionale” è in realtà prima di tutto etica e politica – ha sottolineato Carlo Trigilia – . Dopo il voto di domenica scorsa in Sicilia si apre una delicatissima fase di transizione, con delle speranze legate a forti potenzialità di un cambiamento di marcia, ma allo stesso tempo con dei significativi elementi di preoccupazione per un rischio di avvitamento della situazione, che potrebbe essere fatale. Per intenderci: la Sicilia di oggi, nei confronti del Paese, è nella medesima posizione dell’Italia, o peggio ancora della Grecia, un anno fa nei confronti dell’Europa».

«L’astensionismo prevedibile e previsto, ma non certamente in tale misura – ha proseguito Trigila –segnala la disaffezione e la distanza dei cittadini dalla politica. Sono poi emersi i dati che segnalano la fortissima perdita di voti dei partiti tradizionali, in valori assoluti e non guardando alle percentuali che possono essere ingannevoli. Il sistema nervoso della politica siciliana è andato in tilt, anche perché si sono ridotti i flussi di spesa della classe politica, che ha meno da “offrire” e contemporaneamente i cittadini hanno capito che c’è pochissimo da chiedere».

Secondo Trigilia, il punto è che si dovrà completamente cambiare l’atteggiamento di questi ultimi anni riferendosi al clientelismo ed all’inefficienza di chi «Creava i problemi e poi li scaricava, con sterili piagnistei, verso una presunta insensibilità del governo centrale. Su basi nuove, dopo una chiara radiografia dei conti e con un preciso piano di sviluppo sostenibile e misurabile, ritengo che ci si possa sedere al tavolo col governo attuale» .

L’accademico toscano lanciato un ammonimento: «Non avremo una crescita solida e un’Italia più civile se nel Mezzogiorno non si avvierà uno sviluppo capace di auto sostenersi. La scarsa cultura civica, quel familismo amorale che proprio al Sud è stato “scoperto”, non è soltanto il retaggio di una storia remota, ma anche il frutto di ieri e di oggi, lasciato marcire dalla politica locale tollerata dal centro. Il problema del mancato sviluppo del Sud non è economico e non dipende dalla carenza di aiuti, bensì dall’incapacità della classe politica locale di creare beni e servizi collettivi, incapacità anch’essa tollerata dal centro per ragioni di consenso. A ciò si aggiunge la mancanza o incongruenza di politiche attive che spingano le classi dirigenti a valorizzare il patrimonio di risorse locali: dai beni culturali e ambientali ai saperi radicati nell’università, dall’agricoltura alle vocazioni manifatturiere».

L’attuale, difficilissima congiuntura non consente perciò di sottrarsi a un interrogativo: chiedersi perché non abbiamo saputo impedire il mancato sviluppo del Mezzogiorno. In questa visione, Trigilia sconsiglia di lasciarsi sedurre da una visione salvifica del federalismo o da un malinteso senso dell’autonomismo. Ma invita piuttosto a porre misure e vincoli severi contro l’uso clientelare della spesa e delle politiche locali, prevedendo un controllo vigile dello Stato centrale e dell’Unione europea.

«Se non c’è Nord senza Sud, se il ritardo che quest’ultimo accusa minaccia anche il Settentrione, occorre puntare sullo spirito unitario – ha concluso Trigilia – per guarire la più antica delle nostre piaghe: il dualismo. Nonostante la questione meridionale si trascini da un secolo e mezzo e l’Italia unita abbia ottenuto un ruolo di spicco tra le potenze mondiali, l’unità nazionale non è ancora riuscita ad azzerare la forte diversità territoriale, che fin dai primi passi ne ha condizionato il percorso. Ed è innegabile che il confine “interno”, vistoso già nel 1861, ostacola ancora pesantemente l’Italia e gli italiani. Oggi alle prese con una crisi epocale che, all’inizio del Terzo Millennio, chiama a raccolta l’intera società civile, alla ricerca di stimoli e soluzioni che possono trovare fertile terreno proprio nelle più benemerite tra le forme associative».

La collezione "Fragapane" arricchisce la biblioteca di Caltagirone

Diverse migliaia di volumi, fra i quali preziosi libri di storia dell’arte, monografie di pittori, musicisti e altri artisti, ma anche Dvd, Cd e varie collezioni di soldatini, che sono stati donati al Comune di Caltagirone dal prof. Giulio Fragapane e destinati ai Musei civici, costituiscono il ricco patrimonio che arricchisce la dotazione della biblioteca del centro storico, in via degli Studi.

Giovedì 17 maggio l’inaugurazione dei locali della stessa biblioteca in cui è stata collocata la donazione Fragapane.

Il sindaco Francesco Pignataro ringrazia il Prof. Giulio Fragapane “per questo apprezzabile atto d’amore per la città” e sottolinea “l’utilità della vasta e preziosa donazione, che accresce il patrimonio, non soltanto librario, di questo importante presidio culturale del centro storico”.

Dal 14 al 22 Aprile 2012 la Settimana della Cultura

Anche quest’anno, il MiBAC per promuovere e valorizzare il Patrimonio culturale italiano apre gratuitamente le porte di musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per nove giorni, dal 14 al 22 aprile 2012 su tutto il territorio nazionale.

La settimana della Cultura, divenuta, ormai, una grande festa collettiva offre un ricco calendario di appuntamenti: mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti, che renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori. Approfondisci

Università: quando i “palazzi del sapere” non diffondono alcun sapere

L’istruzione pubblica italiana sta raggiungendo vertiginosamente i livelli più bassi dall’unità d’Italia. Tagli sempre più netti e variegati, quasi che il ministero della Pubblica Istruzione abbia aderito alle allettanti offerte della “MiracleBlade” e voglia provarne ogni capacità.

Nonostante tutto, le scuole inferiori rimangono ai livelli d’eccellenza del panorama mondiale (molto spesso per l’immane sforzo dei docenti pur di sopperire alle ristrettezze di denaro e di personale). L’università, invece, sembra puntare decisamente verso l’obsolescenza, verso un sapere selettivo, verso delle conoscenze create e diffuse da una cerchia di docenti con il solo obiettivo di vendere libri.

Ma quanto si fa per fornire agli studenti le giuste conoscenze per un futuro lavoro? O, perlomeno, quanto ci si spende per dare una visione del mondo che si avvicini il più possibile alla realtà, tralasciando tabelle e statistiche inutili ed inconcludenti? Probabilmente poco, o nulla.

Si studia di tutto, si acclama un autore anche quando il suo contributo al sapere è misero ed insignificante, si consegnano agli studenti conoscenze che spesso non tengono conto dell’attualità, degli ultimissimi anni. Studiando in economia la struttura e la distribuzione della disoccupazione, ad esempio, le serie statistiche di molti libri si fermano al 2007; ma poiché con la crisi del 2008 tutto viene sconvolto, lo studente di oggi si trova già con un vuoto immenso nelle proprie conoscenze e nelle proprie concezioni della realtà.

Si parla di politica internazionale, di storia contemporanea, ma non si accenna mai alle tesi cospirazioniste (sull’11 settembre per esempio) o alla massoneria, che tanti documenti e sentenze hanno storicamente indicato come il motore di gran parte delle politiche mondiali e che invece si tende a nascondere sotto il tappeto.

Non si parla di mafia. Si accenna qualcosa, magari si organizzano seminari interessanti. Ma non si studia quali siano gli effetti sociali ed economici delle associazioni mafiose. Non si studiano alcuni eventi locali fondamentali (l’operazione Orsa Maggiore a Catania nel 1994 ad esempio), che portano allo sconvolgimento dell’intero assetto istituzionale e commerciale del Paese.

Insomma, si fa fumo, molto fumo, ma non si consegna allo studente il grimaldello per aprire le porte del proprio futuro, bensì un bel mazzo di chiavi che molto spesso, uscendo dall’università, servono a poco o nulla.

Passeggiata tra la storia di Catania

L’assessore al Turismo Rita Cinquegrana e l’assessore alle Attività Produttive Franz Cannizzo, in occasione della settimana della Cultura, organizzano una ”Passeggiata tra le pagine di storia della città di Catania“.

Tutti coloro che vogliono partecipare all’iniziativa dovranno trovarsi Domenica 10 Aprile alle ore 9.00 in piazza Stesicoro davanti all’anfiteatro romano. A guidare i partecipanti fra le bellezze architettoniche e artistiche della nostra città sarà Francesco Andronico, appassionato cultore degli aspetti storico-artistici di Catania.